No all’Artistico annesso al Curie Arboretti: decisione da rivedere

16 Dicembre 2016

GIULIANOVA. Anche Giulianova deve avere un liceo artistico per migliorare sia le possibilità di scelta che della qualità della vita di molti studenti. Lo afferma il Cittadino Governante contrario...

GIULIANOVA. Anche Giulianova deve avere un liceo artistico per migliorare sia le possibilità di scelta che della qualità della vita di molti studenti. Lo afferma il Cittadino Governante contrario alla decisione della conferenza scolastica provinciale che ha bocciato la proposta della dirigente del “Curie” Silvia Recchiuti e del sindaco Francesco Mastromauro.

«La battaglia non è ancora persa», fa notare Franco Arboretti, «a livello regionale è possibile cambiare le decisioni prese». Secondo il consigliere comunale «le ragioni del rifiuto riguarderebbero una strenua difesa per la sopravvivenza e per l’esclusività dei due storici licei artistici, quello di Castelli, ormai ridotto ad una sola sezione con classi di poche decine di alunni, e quello di Teramo anch’esso con pochi alunni per classe, a cui però riteniamo che una sede a Giulianova non rappresenti il colpo di grazia».

A detta del Cittadino Governante i due plessi teramani non devono temere la concorrenza giuliese: «Poiché il più ovvio bacino d’utenza a cui il “Curie” si rivolgerebbe non sarebbe quello dell’entroterra teramano, bensì quello costiero, dalla stessa Giulianova, fino a Martinsicuro, che attualmente si orienta per buona parte verso il liceo artistico di Ascoli Piceno».

Arboretti rileva, inoltre, che «la sede giuliese potrebbe offrire una più comoda soluzione anche per studenti residenti fuori regione, da Porto d’Ascoli fino a San Benedetto potendo vantare un collegamento anche ferroviario». Anche la Val Vibrata rappresenterebbe un potenziale bacino d’utenza visto che molti ragazzi studiano nel liceo marchigiano e il Curie risulterebbe una soluzione più confortevole per studenti che attualmente si dirigono nel liceo di Pescara. «L’ampliamento di una offerta formativa da parte di una Istituzione scolastica», conclude il Cittadino Governante, «deve tener conto anche e soprattutto di quanto tempo potrebbe far risparmiare a studenti costretti a percorsi distanti ore d’andata e ore di ritorno da casa a scuola».

Mirella Lelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA