«No alla Casa dei poveri nella vecchia scuola»

Il consigliere Corona: «Quell’edificio va riqualificato e messo a disposizione del quartiere»
TERAMO . «La notizia sulla possibilità di destinare la ex scuola di Villa Pavone a luogo di accoglienza per i poveri è frutto di una errata valutazione da parte dell’amministrazione comunale che, evidentemente, non sa cosa rappresenta questo edificio per la comunità di Villa Pavone». Così il consigliere Luca Corona interviene dopo l'articolo pubblicato dal Centro sulla realizzazione di un luogo di accoglienza per poveri nella ex scuola elementare. Il Comune ha un milione di euro del Pnrr per l’opera e ha individuato nell’edificio il luogo fisico dove costruirla. «Non critico l’idea di creare una stazione di posta, ma la destinazione scelta. Attualmente l’edificio è inagibile e inutilizzabile. Il comitato di quartiere ed io come consigliere di opposizione da anni chiediamo che la scuola, un tempo sede del comitato, sia oggetto di riqualificazione e venga messa a servizio della cittadinanza quale luogo di aggregazione e di attività sociali», spiega Corona, «sarebbe un errore gravissimo mutare questa destinazione e minare un simbolo di identità collettiva. La notizia apparsa ieri ha creato disappunto tra la cittadinanza anche a seguito del trattamento disparitario che si avvertirebbe tra la riqualificazione della ex scuola Carlo Febbo a San Nicolò e, invece, un eventuale progetto in questa direzione sulla ex scuola in viale Europa. È singolare come negli anni, durante i question time, io sia stato più volte rassicurato dall’amministrazione che i lavori sull’ex scuola sarebbero stati prontamente avviati e finalizzati al ripristino del luogo come sede del comitato. Questa notizia oggi è apparsa in maniera totalmente inaspettata anche alla luce del fatto che il Comune ha numerose aree non utilizzate da destinare al progetto per i poveri», conclude Corona. (v.m.)

