No alla ciclabile, ci sono 800 firme

14 Novembre 2019

Il fronte si allarga. Il comitato di via Piave: «Il Comune ci critica senza ascoltarci»

ROSETO. Si allarga il fronte del no per la realizzazione della pista ciclabile Roseto-Voltarrosto. Sono infatti 800 le firme apposte alla petizione dai cittadini di via Piave, Campo a Mare, via Manzoni e viale Mezzopreti, tutte zone interessate dal passaggio delle corsie ciclabili e da uno stravolgimento della viabilità. «Il tracciato della ciclabile che collega Roseto a Voltarrosto sulla tratta in salita», dice Berardina Prosperi, presidente del comitato “tutti su via Piave”, «ci farebbe buttare via 130mila euro di finanziamenti pubblici, creando, con semplici strisce colorate, tanti disagi a tutti cittadini e in particolare ai residenti della zona». Il comitato ha evidenziato una serie di criticità che comporterebbero seri problemi, ad esempio carreggiate anguste, pendenze notevoli per i ciclisti in viale Europa, dove si sfiora il 10 per cento, difficoltà e impossibilità di sostare davanti alle proprie abitazioni e attività commerciali, oltre ai pericoli indotti dall’elevato traffico dei veicoli pesanti, tutto riscontrato durante la biciclettata del 3 novembre.
«Al primo incontro, richiesto dal comitato», prosegue nella nota Prosperi, «il sindaco non si è presentato, mentre al termine del secondo, nonostante le promesse di riceverci entro dieci giorni, a oggi, dopo quasi un mese, siamo ancora in attesa di essere ricontattati. Assistiamo, di contro, a continue dichiarazioni sulla stampa e interviste confezionate per sviare la problematica su aspetti che non ci riguardano. In questi giorni, anziché ascoltare noi cittadini e cambiare il percorso della ciclabile, leggiamo che il sindaco e i suoi consiglieri accusano il comitato di essere restìo al cambiamento e di stare con le opposizioni. Il comitato dice basta alle prese in giro, l'amministrazione deve dare una risposta concreta alle criticità segnalate».
Ieri pomeriggio c’è stato anche un incidente in via Piave, per fortuna senza gravi conseguenze. «Sappia il sindaco», conclude Prosperi, «che in queste zone a sud di Roseto ci abita gente che non ha bisogno di contentini, ma di una città vivibile, e non si permetta nessuno di dire che siamo restii al cambiamento perché siamo i primi a volerlo purché sia accettabile e sostenibile, e anche partecipato».( l.v.)
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