No alla discarica, il Consorzio fa ricorso

12 Febbraio 2020

Atri, il Piomba-Fino va al Tar contro il rigetto dell’ampliamento: «Quei 360mila metri cubi stanno nel piano regionale»

ATRI. Il Consorzio Piomba-Fino prepara il ricorso al Tar dopo il rigetto, da parte del comitato Via (valutazione di impatto ambientale) della Regione Abruzzo, al progetto di ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri. Non usa mezzi termini il commissario Laura D’Alessandro, che dichiara: «Noi andiamo avanti per la nostra strada, dobbiamo tutelare gli interessi del Consorzio che gestisce e tratta, nel rispetto della legge e ogni giorno, i rifiuti del comprensorio, che devono pur essere scaricati da qualche parte. Tutti parlano di aver vinto ma questo è un cane che si morde la coda, a nostro avviso bisogna sistemare la discarica esistente. Anche io sono a favore del rispetto dell’ambiente ma bisogna capire che i rifiuti bisogna depositarli da qualche parte, altrimenti andranno fuori regione determinando aggravi notevoli sui costi di smaltimento e trasporto che ricadranno irrimediabilmente sui Comuni e poi sui cittadini». D’Alessandro spiega su cosa si basa il ricorso al Tar contro il diniego da parte del Via: «C’è una contraddizione all’interno del piano rifiuti regionale abruzzese, che ha individuato già il territorio di Atri per la localizzazione di 360.000 mc di rifiuti. Se non si risolve la questione ci sarà un problema serio come quello che sta vivendo Roma». In merito ai vincoli di carattere agricolo nelle aree dove dovrebbe nascere il terzo invaso, D’Alessandro conclude dicendo: «In Abruzzo le aree agricole di pregio sono tantissime e poi ci sono le aree protette e vincoli a non finire, ora bisogna guardare alla necessità della collettività di avere un centro di raccolta all’avanguardia, senza nascondere quella che è la realtà che vede ogni giorno la produzione di enormi quantità di rifiuti».
Sul tema, il Wwf Abruzzo ha chiesto proprio alla Regione di agevolare l’attivazione dell’Agir (Autorità di gestione integrata dei rifiuti urbani) evidenziando come l’attuale incertezza renda per tutti i Comuni difficile e costosa la gestione del proprio pattume. Il Wwf rileva: «L’importante decisione del Via non chiude la questione, è necessario concentrarsi ora sulla giusta bonifica dei vecchi invasi e sulla definitiva cancellazione dal Piano regionale rifiuti della previsione dei 360.000 metri cubi della discarica Santa Lucia». È intervenuto sulla questione anche il consigliere regionale e capogruppo della Lega Pietro Quaresimale che ha detto: «Il sito di raccolta grava già parecchio sul territorio atriano in termini di insalubrità dell’area e non avrebbe avuto senso aggiungere ulteriore carico in un’area tanto compromessa».
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