«No alla nuova condotta ma ripariamo la vecchia rete»
TERAMO. Il progetto di potenziamento dell’acquedotto del Ruzzo non convince il consigliere comunale d’opposizione Cristina Marroni, che pone dubbi sulla qualità delle acque ottenute da un nuovo...
TERAMO. Il progetto di potenziamento dell’acquedotto del Ruzzo non convince il consigliere comunale d’opposizione Cristina Marroni, che pone dubbi sulla qualità delle acque ottenute da un nuovo impianto di potabilizzazione sul tronco esistente che sbocca a Montorio e sui costi della nuova condotta da realizzare per rispondere ai problemi di carenza idrica sulla costa, soprattutto in estate.
Marroni, citando il finanziamento di 33milioni di euro annunciato dal governatore Luciano D’Alfonso, parla di «ingiustificato entusiasmo» ritenendo che l’opera, oltre all’aumento dei costi di potabilizzazione a carico della collettività, comporterà l’erogazione di acqua scadente tale da costringere i cittadini ad acquistare acqua imbottigliata. «A chi gioverebbe tutta questa operazione?», si interroga il consigliere, «Certamente a chi spera di fare affari sulla realizzazione delle infrastrutture di potabilizzazione e sulla manutenzione, ma anche a chi pensa a una commercializzazione (tramite imbottigliamento) dell’acqua di sorgente del Ruzzo, che come è noto è una delle migliori d’Italia». Propone di valutare un’alternativa: un piano di manutenzioni che riduca le percentuali delle perdite, stimate al 30%, della rete acquedottistica, consentendo il recupero di acqua di sorgente e riducendo così la dispersione. Marroni ha presentato inoltre richiesta di accesso agli atti, preoccupata da un altro aspetto che riguarda il lago di Piaganini, alimentato dal Vomano: su entrambi insistono scarichi permanenti di Comuni non dotati di sistemi fognanti adeguati. «E' insensato infine», dice, «potenziare l’acquedotto in quanto il fabbisogno provinciale corrisponde a 1.500/2mila litri al secondo, quantitativo congruente con la portata dell’acquedotto esistente se venisse efficientato». (m.d.t.)

