No del ministero a Mattioli dg ma D’Alfonso lo nomina lo stesso

9 Gennaio 2016

Fuga di notizie sulla contrarietà all’ex rettore del direttore generale della sanità animale Borrello Il governatore: «Nessuna comunicazione ufficiale, sono voci da bar. Roma deve solo darmi l’ok»

TERAMO. Si è arrivati allo scontro sulla nomina dell’ex rettore Mauro Mattioli alla direzione generale dell'Izs. Secondo quanto riportato ieri dal sito emmelle.it, poi confermato dal deputato di Ncd Paolo Tancredi, Mattioli non avrebbe i requisiti per quel ruolo. Ma a spegnere sul nascere i timori di un commissariamento è stato lo stesso presidente Luciano D’Alfonso che poco dopo la fuga di notizie ha ribadito che non solo andrà avanti perché ha fatto tutto quello che l’ordinamento gli prescrive, ma anche di non riconoscere altri interlocutori al di fuori del ministro. Questo poiché a rigettare la nomina di Mattioli sarebbe stato il direttore generale della sanità animale del ministero della Salute, Silvio Borrello, dopo la designazione depositata dalla Regione Abruzzo, di concerto con il Molise. Che si arrivasse allo scontro era nell’aria visto il silenzio del ministero, e visto anche che D’Alfonso aveva ribadito che la nomina spetta tecnicamente alle due Regioni “sentito” il ministero. In sintesi, il "sentito" sarebbe un gesto di cortesia non vincolante.

Ma la comunicazione ufficiale dunque è arrivata? «No, non è arrivata», ha detto D’Alfonso, «ma mi sembra oltremodo strano che circolino comunicazioni prima nei bar poi in Regione. Spero che il tutto non sia una comunicazione frutto di un tale dal nome curioso (in riferimento a Borrello, ndr) che già qualche tempo fa si avventurò in un telefonata per lui liberatoria, comunicandomi che lui avrebbe commissariato. Nemmeno al Comune di Africo, che esiste davvero in Italia, è possibile minacciare commissariamenti ante litteram. Poi però ho capito la sua originale formazione e ho dedotto che non ha compreso nulla di commissariamenti per balbettarli a ogni piè sospinto».

A giudizio di D’Alfonso, c’è una correlazione tra il progetto svelato del centro Bioserv, un programma da 53 milioni di investimenti congiunti tra Università e Izs, e la fuga di notizie su Mattioli? «Lo escludo. Penso solo bene del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, che è un grande ministro, e di cui ho un rispetto gigantesco. Non penso altrettanto bene di alcuni anfratti burocratici. Io credo che la storia dello Zooprofilattico nei rapporti con Roma debba essere oggetto di una trattazione universitaria. Nel senso che chiederò una tesi di laurea per ricostruire la storia dei rapporti dello Zooprofilattico e alcuni uffici della burocrazia romana fatta di lettere, letterine e articoli costruiti ad arte che avrebbero l’ambizione di istruire procedimenti amministrativi. Io dico a chiare lettere: non esiste. So che esiste un tale che ogni tanto articola destini per lo Zooprofilattico, per fortuna conservo memoria documentale».

Presidente, dunque confida in comunicazioni diverse? Va avanti su Mattioli? «Ho attivato la procedura prevista dall’ordinamento e rispetto alla procedura ho raggiunto l’intesa con il Molise, che è l’unico soggetto chiamato a concedere l'assenso. Adesso il ministero deve rimettere ciò che gli compete, cioè il “sentito”. Le parole nel diritto pesano. Sono passati diversi giorni, sono convinto che il funzionario preposto, che ha la cura delle carte corrette, è pienamente al corrente della qualità della procedura e della quantità dei giorni trascorsi infruttuosamente. Io, in rappresentanza della Regione Abruzzo, sono alla ricerca di una soluzione che dia allo Zooprofilattico potenza, risorse, capacità organizzativa e collocazione internazionale. Tutto il resto», conclude D’Alfonso, «come si dice a Navelli, sono ceci».

Marianna De Troia

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