No luce rosa sul Gran Sasso: Marsilio tenta la mediazione

Il presidente della Regione: «Un incontro tra le parti, si può ancora recuperare» Il vertice del Parco: «Serviva la valutazione di incidenza ambientale che manca»
TERAMO. Tiene banco la polemica sul parere negativo del Parco sull’illuminazione in rosa della vetta del Gran Sasso per l’arrivo dell’ottava tappa del Giro d’Italia a Prati di Tivo l'11 maggio. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha offerto, come riportato in una nota «un luogo di mediazione istituzionale in Regione ai presidenti del Parco Tommaso Navarra, del Gal Carlo Matone e il sindaco di Isola Andrea Ianni. Nei prossimi giorni cercherò di convocare questo incontro perché siamo in tempo per recuperare e gestire questa situazione e superare la conflittualità. Sono anch’io convinto che l’illuminazione di una parete di un luogo delimitato e in un tempo delimitato non comporta nessun danno irreparabile dello stato dei luoghi, dell’habitat e del benessere degli animali, semmai si trovino in quella quota e in quella porzione. Il Parco ha giustificato la propria decisione sollevando una questione di carenza documentale; spero si tratti di questo e non di un pregiudizio ideologico. Tuttavia verificheremo le condizioni in un tavolo auspicando un atteggiamento costruttivo tra i soggetti interessati. Il conflitto istituzionale tra Parco e comunità locali non fa bene a nessuno, quindi spero che con la nostra mediazione si trovi una soluzione ragionevole».
La carenza documentale a cui fa riferimento il governatore è stata chiarita da Navarra in un post pubblicato sui social sotto al video “Gran Sasso - Naturalmente rosa” postato da lui stesso che lo ha anche ideato e in cui scorrono una serie di foto con il Gran Sasso illuminato dalla luce rosa del sole all’alba in un paesaggio autunnale. Navarra ha risposto che «per poter fare l’illuminazione bisognava predisponessero una Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) che purtroppo non hanno inteso fare».
Sul documento richiesto il sindaco di Pietracamela Antonio Villani ha spiegato che «c’è uno screening di Vinca redatto dal Comune di Isola che ne è competente con la collaborazione di quello di Pietracamela, ma non una vera e propria Vinca che richiedeva tempi molto più lunghi». Villani che si dichiara « non arrabbiato, ma deluso» ha tenuto a precisare che la foto del Gigante che dorme in rosa, sostituita per ora da quella del monumento dello scalatore a Pietracamela, sarebbe stata «una foto simbolo a livello nazionale e un’occasione d’oro per la promozione del Gran Sasso e della Provincia e c’è rammarico per lo strascico di polemiche». E, lanciando una stoccata a Marsilio ha chiuso: «Ho appreso dell'incontro in Regione solo a mezzo stampa. Se dovesse arrivare l’invito a partecipare ne sarei ben lieto perché Pietracamela è il Comune padrone di casa della tappa».
Le associazioni ambientaliste si sono schierate a favore della decisione del Parco. Il Cai e Wwf Teramo hanno scritto: “L’Ente Parco è stato chiamato ad applicare una legge che prevede che chi propone un intervento nel territorio del Parco sia tenuto a presentare nei tempi e modi prestabiliti la documentazione necessaria e Comuni e Provincia lo sanno bene, visto che loro stessi sono soggetti deputati a rilasciare autorizzazioni». Mountain Wilderness Abruzzo ha, infine, sottolineato «la totale inadeguatezza di tale idea come strumento promozionale del territorio montano: il Gran Sasso assume ogni giorno la colorazione che gli viene conferita dal ciclo della natura, tra cui anche il rosa e non ha bisogno di colorazione artificiale notturna».
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