«Noi contro il cemento nel parco Franchi»

28 Aprile 2016

Mastromauro risponde all’opposizione sul chiosco: la piattaforma è stata imposta dal Genio civile

GIULIANOVA. «Se qualcuno si è battuto contro la cementificazione del parco Franchi, quelli siamo noi». Così il sindaco Francesco Mastromauro, affiancato dall’assessore all’urbanistica Fabio Ruffini, ha risposto alle polemiche sull’edificazione del chiosco all’interno della Bambinopoli sollevate dal Cittadino Governante e dal M5S.

«Quando gli ex proprietari ci chiesero di ottenere uno sviluppo delle cubature all’interno del parco», ha raccontato ieri il sindaco, «in cambio della diminuzione del prezzo del parco, per il quale abbiamo pagato 4 milioni e 200mila euro, noi ci opponemmo, appunto per non vedere cemento tra il verde». Mastromauro ha anche ribadito che l’amministrazione non tornerà indietro, visto che il piano chioschi è stato redatto 12 anni fa, ma che sarà possibile dialogare in caso i gruppi di opposizione vogliano suggerire di spostarlo, sempre facendo rimanere nel parco Franchi. «Con delibera di giunta del 20 gennaio 2014», ha ricordato il sindaco, «si è decisa l’ubicazione del chiosco in quel punto della Bambinopoli, a sud est, per tre motivi principali: migliorare la sorveglianza delle strutture pubbliche, e quindi dei giochi, dare la massima fruibilità ai servizi igienici, che saranno pubblici, e non dover abbattere nessuna essenza arborea nel parco. Il concessionario inoltre, è tenuto alla pulizia dell’area circostante fino a 50 metri dalla struttura. Se il tema è la diversa ubicazione del chiosco siamo pronti al dialogo, ma quello ci sembra il posto migliore». Mastromauro ha anche ricordato che, quando il piano fu redatto nel 2004 erano previsti massimo 25 metri quadri di ingombro. La Asl, però, per dare le autorizzazioni, pretese che, nel piano, fossero aggiunti gli spazi per i bagni e l’area di preparazione delle vivande. «Nel 2012 quindi», ha precisato il sindaco, «fu realizzata una variante che prevedeva un ampiezza minima di 40 metri quadri. Il piano chioschi, dal 2005 al 2012, è passato in consiglio 4 volte e mai nessuno ha detto nulla. Solo Arboretti, nel 2012, disse che non dovevano essere realizzati ristoranti e così è stato. La licenza prevede somministrazione di bevande e panini. E sarà aperto in base agli orari del parco, senza interferire». Ruffini ha poi concluso che l’ingombro del chiosco, in legno lamellare, sarà di 40metri quadri più 20 di ombreggio. La base, inoltre, amovibile facilmente perché alta solo 30 cm, deve essere per forza in cemento, come indicato dal genio civile, rispettando i criteri antisismici. Il rimanente spazio della piattaforma è riservato all’accesso dei disabili. (m.t.)

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