«Noi vogliamo restare teramani»

13 Febbraio 2020

Valle Castellana, parla il comitato del no al referendum per il passaggio ad Ascoli 

VALLE CASTELLANA. «Siamo nati teramani e teramani vogliamo restare!». Si fa sentire il comitato per il no al referendum per il passaggio del piccolo comune montano nella provincia di Ascoli Piceno, che parla di «cittadini catapultati in una diatriba senza senso sul passaggio della nostra comunità dall’Abruzzo alle Marche». Secondo il presidente del comitato per ilno al referendum Marco Marozzi, «per assecondare il desiderio di pochi di lasciare il teramano per diventare la ruota di scorta di Ascoli Piceno è stato indetto un referendum ben sapendo che la maggior parte di noi non ha interesse a questo trasferimento». Secondo il comitato non si tratta di una questione di campanilismo né tanto meno di opportunità, ma «solo di un mero interesse di pochi concittadini i quali potrebbero tranquillamente trasferirsi nelle Marche se vogliono, non costringendo così tutti noi a seguirli». La cosa grave , sostiene Marozzi è che a capo del fronte referendario c’è il consigliere comunale Giulio Giovannini, «già presidente del comitato secessionista, che in questi mesi, grazie anche al suo ruolo amministrativo, si sta spendendo direttamente a favore del passaggio di Valle Castellana alla provincia di Ascoli Piceno. Lui, eletto in un comune del teramano, guida il passaggio alle Marche. Riteniamo che questa cosa, per quanto legittima, sia altamente scorretta. Chiediamo quindi che, con correttezza e onestà intellettuale, il signor Giovannini faccia un passo indietro prima della data del referendum e, da normale cittadino, porti avanti la sua legittima battaglia, senza utilizzare il ruolo che ricopre per far pressione a favore del sì al referendum. Da parte nostra, da semplici cittadini, senza alcun ruolo amministrativo, portiamo avanti la nostra campagna per far restare Valle Castellana in provincia di Teramo e crediamo sia giusto lottare ad armi pari».