Nomine illegittime nei distretti sanitari

Il collegio del tribunale conferma l’annullamento delle delibere per i Dsb di Teramo e Roseto, impugnato dalla Asl
TERAMO. Quella nomina, avvenuta a novembre 2014, dei responsabili del distretti sanitari di base di Teramo e di Roseto, è proprio illegittima. Lo ha ribadito il Collegio del tribunale di Teramo a cui la Asl si è rivolta impugnando una decisione del giudice del lavoro Maria Rosaria Pietropaolo.
Tutto inizia nel novembre del 2014, quando con una delibera la Asl affida a Tommaso Ceci l’incarico di responsabile della unità operativa semplice a valenza dipartimentale (Uosd) relativa al distretto sanitario di base di Teramo e a Luana Portanti l’incarico corrispondente per il Dsb di Roseto.
Con ricorso al giudice del lavoro di Teramo Gianni Di Febo, difeso dall’avvocato Sergio Menna, aveva impugnato il provvedimento rilevando di essere dirigente medico della disciplina di organizzazione dei servizi sanitari di base nel Dsb di Roseto, di aver partecipato alla procedura di selezione e contestando l’illegittimità della suddetta delibera per molteplici profili, attinenti sia alla procedura adottata dalla Asl, sia riguardo ai criteri selettivi e alla loro valutazione, allegando inoltre la sussistenza del periculum in mora. Al ricorso allora si associarono anche i responsabili di altri distretti: Giandomenico Pinto di Nereto (ora è a capo, come “facente funzione” anche di quelli di Giulianova e Roseto), Sergio Consorte di Montorio, Salvatore Prosperi di Atri (ora è anche “facente funzione” di quello di Teramo).
Il giudice del lavoro aveva accolto il ricorso e annullato la delibera, condannando l’azienda sanitaria locale di Teramo a rinnovare la procedura selettiva per il conferimento dell’incarico di responsabile delle due Uosd. Sostanzialmente il giudice osservava nel dispositivo che si sarebbe dovuto fare un concorso vero e proprio - con tanto di nomina di una commissione composta dal direttore sanitario e da tre direttori di struttura complessa - in quanto il distretto sanitario di base deve essere inquadrato come unità operativa complesse e non unità operativa semplice a valenza dipartimentale come ha invece fatto la Asl.
Contro il provvedimento è insorta la Asl con reclamo al Collegio del tribunale di Teramo (relatore Giuseppe Marcheggiani) che invece ha confermato in toto la decisione di primo grado ed ha rigettato il reclamo della Asl.
«Ancora una volta giustizia è stata fatta» ha commentato l’avvocato Menna, «la Asl di Teramo dovrà ripetere la procedura per il conferimento degli incarichi di responsabile della Uosd del distretto sanitario di base di Teramo e di responsabile della Uosd del distretto sanitario di base di Roseto e noi ci aspettiamo che ciò avvenga questa volta nel rispetto delle norme e dei provvedimenti giudiziari emessi ma – a questo punto - anche in tempi brevissimi, per non rendere di fatto inefficace e vana la decisione del giudice, aggravando ulteriormente il danno già subito dal dottor Di Febo».
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