«Nomine nulle, il dirigente paghi»
La Fp Cgil: i costi dell’errore non ricadano sulla collettività
TERAMO. La Fp Cgil definisce «una lezione magistrale», l’accoglimento del ricorso presentato da Gianni Di Febo, attualmente responsabile del distretto sanitario di Giulianova, contro la nomina fatta dalla Asl nel 2014 dei due responsabili dei distretti di Teramo e Roseto, rispettivamente Tommaso Ceci e Luana Portanti.
«Tutto annullato», scrive Amedeo Marcattili, segretario della Fp Cgil,«bocciatura completa dell'operato dei vertici aziendali, sia sulla discrezionalità operata dalla Asl nella qualificazione della struttura distrettuale in occasione del conferimento dell'incarico, sia nella arbitrarietà dei criteri di selezione e nella violazione degli obblighi di trasparenza e di imparzialità. Se mai fosse necessario precisarlo ulteriormente l'annullamento è una evidente accusa di violazione delle norme e delle regole che stanno alla base della buona amministrazione». Marcattili osserva che «più volte la nostra organizzazione sindacale si è battuta per indicare l'unica strada percorribile nella selezione del personale, quella dell'onestà e trasparenza. Più volte abbiamo chiesto al direttore generale che ci fosse discontinuità nella gestione della Asl, tutto è rimasto come prima alcuni dirigenti continuano ad operare come se la Asl fosse cosa propria». E, visto che il giudice del lavoro ha assegnato alla Asl il costo delle spese di lite – a cui potrebbe aggiungersi un risarcimento al medico escluso – la Cgil propone che a pagare sia il dirigente che non ha usato i criteri giusti e non la Asl e quindi la collettività.
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