«Non accetto accuse da Tancredi»

Il consigliere comunale Sbraccia replica al parlamentare di Ncd
TERAMO. «Non accetto accuse di personalismi dall’onorevole Paolo Tancredi». Non sono state affatto digerite dal consigliere del gruppo misto Domenico Sbraccia le dichiarazioni rese dall’esponente di Nuovo Centrodestra e rilasciate a margine del confronto che il suo gruppo consiliare ha avuto con il sindaco Maurizio Brucchi nell’ambito degli incontri con la maggioranza propedeutici alle decisioni sul rimpasto di giunta. Tancredi, nel promuovere l’operato dei “suoi” assessori e della giunta Brucchi, ha invitato i gruppi consiliari a superare ambizioni e individualismi per trovare una quadratura politica dal momento che i posti in giunta sono esigui rispetto alle aspettative dei singoli consiglieri. Un’affermazione che ha fatto infuriare Sbraccia: «Parla Tancredi di personalismi quando si è preso ciò che non è suo? Lui non può parlare di composizione di giunta dal momento che si occupa solo di “composizioni di famiglia”, a lui non toccava il terzo assessorato. E se parliamo di voti alla mano, le mie preferenze sono numericamente le stesse ottenute dal fratello Marco. L’onorevole stia attento a pronunciare simili affermazioni dal momento che si è preso ciò che toccava alla lista dei Popolari per Teramo, al di là delle spaccature». A questo proposito come giudica Sbraccia l’avvicinamento di Dodo Di Sabatino? «E’ una scelta su cui non entro nel merito, dal momento che la mia scelta è stata chiarita a Giacomo Di Pietro e allo stesso Di Sabatino, quando uscii dal gruppo subito dopo il voto. Sono stufo di essere chiamato scontento, io sono contentissimo di non far parte di questa giunta e il mal di pancia me lo fanno venire simili dichiarazioni». Sbraccia ha poi precisato che porterà queste perplessità sul tavolo del confronto col sindaco a cui chiederà di rimettere in gioco le deleghe. «Non entro nel numero degli assessori a disposizione», dice, « ma è inaccettabile che un assessore conservi la stessa delega per dieci anni, ammesso che questa giunta arrivi a compierli dieci anni. Serve un rimpasto di deleghe».(m.d.t.)
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