«Non basta una pista ciclabile, in città serve un piano della mobilità sostenibile»
Un appello per la «città del pedone e della bici». A lanciarlo sono l'ordine degli architetti e la Fiab, la federazione italiana amici della bicicletta, che riprendendo uno slogan della passata...
Un appello per la «città del pedone e della bici». A lanciarlo sono l'ordine degli architetti e la Fiab, la federazione italiana amici della bicicletta, che riprendendo uno slogan della passata amministrazione si dicono pronti a collaborare con il futuro sindaco per pianificare interventi di mobilità sostenibile. «In tutto il mondo», sottolinea il presidente dell'Ordine Raffaele Di Marcello, «si è compreso che occorre permettere ai cittadini di scegliere il mezzo più vantaggioso per gli spostamenti urbani ed extraurbani, potenziando il trasporto pubblico locale e agevolando la percorribilità pedonale e ciclistica». Per
Alessandro Tursi, vicepresidente nazionale di Fiab «la realizzazione di un'area pedonale o di una pista ciclabile senza alcuna programmazione non solo può rivelarsi poco efficace, ma a volte è anche inutile». È necessaria, dunque, la pianificazione. A raccogliere l’appello è il candidato sindaco di alleanza civica e Pd Gianguido D’Alberto che ricorda come più volte, nel corso della passata consiliatura, l’opposizione ha sollecitato l’adozione di un piano della mobilità sostenibile « ma la maggioranza di centrodestra, che oggi si ripresenta alle elezioni sotto mentite spoglie e presunzione di rinnovamento, l’ha completamente rimosso dalla propria azione politico-amministrativa». La tanto «sbandierata città del pedone e della bicicletta» è rimasta solo sulla carta. I problemi politici dell’amministrazione decaduta, secondo D’Alberto, hanno anche impedito l’effettiva adozione del piano urbano del traffico che andrebbe collegato a quello della mobilità sostenibile per una piena efficacia di un sistema integrato di trasporto in città. L’impegno del candidato sindaco, dunque, è di portare questi provvedimenti in consiglio a strettissimo giro dopo le elezioni. «Abbiamo intenzione di potenziare il servizio di bike sharing, che la precedente amministrazione ha gestito malissimo lasciando stazioni e biciclette in uno stato di totale abbandono», spiega D’Alberto, «e creare percorsi ciclopedonali che non siano frutto di interventi slegati, come fatto fino ad oggi, ma che al contrario si inseriscano nel tessuto urbano in piena sicurezza». (g.d.m.)
Alessandro Tursi, vicepresidente nazionale di Fiab «la realizzazione di un'area pedonale o di una pista ciclabile senza alcuna programmazione non solo può rivelarsi poco efficace, ma a volte è anche inutile». È necessaria, dunque, la pianificazione. A raccogliere l’appello è il candidato sindaco di alleanza civica e Pd Gianguido D’Alberto che ricorda come più volte, nel corso della passata consiliatura, l’opposizione ha sollecitato l’adozione di un piano della mobilità sostenibile « ma la maggioranza di centrodestra, che oggi si ripresenta alle elezioni sotto mentite spoglie e presunzione di rinnovamento, l’ha completamente rimosso dalla propria azione politico-amministrativa». La tanto «sbandierata città del pedone e della bicicletta» è rimasta solo sulla carta. I problemi politici dell’amministrazione decaduta, secondo D’Alberto, hanno anche impedito l’effettiva adozione del piano urbano del traffico che andrebbe collegato a quello della mobilità sostenibile per una piena efficacia di un sistema integrato di trasporto in città. L’impegno del candidato sindaco, dunque, è di portare questi provvedimenti in consiglio a strettissimo giro dopo le elezioni. «Abbiamo intenzione di potenziare il servizio di bike sharing, che la precedente amministrazione ha gestito malissimo lasciando stazioni e biciclette in uno stato di totale abbandono», spiega D’Alberto, «e creare percorsi ciclopedonali che non siano frutto di interventi slegati, come fatto fino ad oggi, ma che al contrario si inseriscano nel tessuto urbano in piena sicurezza». (g.d.m.)

