Non c'è acqua, il sindaco di Teramo chiude tutte le scuole

9 Marzo 2015

Brucchi convoca i dirigenti scolastici di ogni ordine e grado e per motivi igienico-sanitari ordina la chiusura delle sedi per la giornata di martedì 10 marzo

TERAMO. Scuole tutte chiuse domani, martedì 10 marzo, a Teramo. Lo ha stabilito il sindaco Maurizio Brucchi a seguito di una nota pervenuta dal Ruzzo Reti, nella quale la società acquedottistica dichiara di non essere in grado di “garantire il ripristino del servizio per la giornata di domani”. Dopo aver convocato i dirigenti scolastici di ogni ordine e grado alle 18 in Comune, il sindaco Maurizio Brucchi ha deciso di comune accordo di non aprire le scuole.

"Valutata la situazione, e considerato che già nella giornata odierna sono stati registrati alcuni disagi che domani potrebbero ulteriormente aggravarsi, dopo aver sentito anche il parere del Prefetto e del Presidente della Provincia è emerso che, per ragioni igienico-sanitarie, è opportuno che nella giornata di domani martedì 10 Marzo, sia sospesa l’attività didattica nelle scuole del territorio di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido", recita una nota del sindaco Brucchi.

La situazione idrica a Teramo e provincia è notevolmente peggiorata proprio nella giornata di oggi a causa di una seconda frana. Centomila utenze del teramano senza acqua potabile: sembrava risolta l'emergenza acqua per Teramo e altri centri vicini come Montorio e Campli, dopo la riparazione dell'adduttrice principale del Gran Sasso provocata da una frana a Pastino di Tossicia, ma una seconda rottura, sempre sullo stesso fronte franoso, ha impedito la remissione dell'acqua nella rete. Secondo le previsioni dunque, la città resterà a secco anche domani, per permettere ai tecnici del Ruzzo Reti di riparare il secondo guasto e di attendere il tempo tecnico per il ripristino del flusso, con il riempimento dei serbatoi. L'acqua manca da questa mattina e il problema riguarda la tratta servita da questa condotta che trasporta 500 litri d'acqua al secondo a 40 atmosfere. Altri 40mila abitanti sono coi rubinetti a secco nella Val Vibrata e parte della Val Tordino: anche in questo caso una seconda rottura sulla condotta Pozzobon dello steso acquedotto del Ruzzo, dopo la prima di ieri in contrada Feudo di Castellalto, ha vanificato il lavoro di riparazione eseguito dai tecnici. E' possibile dunque che presto altri sindaci possano decidere di tenere chiuse le scuole domani.