Non fa vedere i figli al padre separato Mamma a processo

La donna è accusata di aver violato l’ordine del giudice che aveva regolato il diritto di visita dell’altro genitore
TERAMO. E’ un’altra storia di bimbi contesi quella che approda in un’aula di tribunale. L’ennesimo caso di diritti violati: i diritti dei bambini a restare fuori dalle beghe giudiziarie di genitori che si separano.
Si è aperto ieri mattina davanti al giudice onorario Marco Scimia il processo a carico di una donna teramana accusata di non aver fatto vedere i figli al padre nell’ambito di un affidamento condiviso dei piccoli, violando il provvedimento del tribunale. Così scrive il pm Enrica Medori nel decreto di citazione diretta a giudizio: «in ripetute occasioni, quale genitore co-affidatario non ottemperava al provvedimento del tribunale con il quale veniva appositamente regolato il diritto di visita dello stesso nei confronti dei figli, rifiutandosi di riconsegnare i figli al padre negli orari prestabiliti». L’ipotesi di reato contestata alla donna (assistita dall’avvocato Maria Teresa D’Antonio) è il 388 del codice penale, ovvero la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Il padre (assistito dall’avvocato Tommaso Navarra) si è costituito parte civile. Così commenta l’avvocato Navarra: «Purtroppo è sempre più ricorrente la strumentalizzazione ad opera dei genitori del rapporto con i figli ai fini rivendicativi reciproci nel corso della crisi familiare. Ciò danneggia inutilmente i minori». Un fenomeno così esteso e così dannoso per i più piccoli a tutela dei quali è intervenuto il Garante per l’infanzia che di recente ha presentato la prima “Carta dei diritti dei figli della separazione dei genitori”. «Un documento», ha detto il Garante Filomena Albano, «con il quale abbiamo posto al centro il punto di vista dei figli di chi si separa» . I principi base della Carta sono ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. «I bimbi e i ragazzi», ha sottolineato, «hanno diritto a preservare le relazioni familiari, a non esser separati dai genitori, a mantenere rapporti regolari e frequenti con ciascuno di essi e, soprattutto, a essere ascoltati su questioni che li riguardano».
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