«Non fate campagna acquisti» Monito di Futuro In e M5S

4 Ottobre 2019

TERAMO . «No alla campagna acquisti». Il monito, rivolto al sindaco Gianguido D’Alberto, accomuna ‘Futuro in’ e Movimento 5 stelle contro eventuali allargamenti di giunta e maggioranza dopo le...

TERAMO . «No alla campagna acquisti». Il monito, rivolto al sindaco Gianguido D’Alberto, accomuna ‘Futuro in’ e Movimento 5 stelle contro eventuali allargamenti di giunta e maggioranza dopo le dimissioni dell’assessore alla cultura Luigi Ponziani.
Per entrambe le forze di opposizione la sua uscita di scena segna la prevedibile apertura della crisi in Comune. «Il deficit di coesione dovuto alla variegata presenza di sensibilità, molto diverse nella coalizione del sindaco», afferma il capogruppo di ‘Futuro in’ Giovanni Battista Quintiliani, «è emerso con chiarezza in questo primo anno e mezzo». Per la capogruppo grillina Pina Ciammariconi il Movimento 5 stelle era stato profetico all’esito del ballottaggio nel prevedere che «l’idillio forzato creatosi tra schieramenti tanto diversi avrebbe comportato per il primo cittadino enormi problemi nella gestione dei medesimi». I nodi, dunque, sono venuti al pettine e per scioglierli D’Alberto e gli alleati non dovrebbero rivolgersi a chi è stato eletto in liste a loro contrapposte. Il principale indiziato di inciucio è Mauro Di Dalmazio, ex candidato sindaco con il gruppo di cui in consiglio fa parte anche Graziano Ciapanna. L’auspicio che né lui né altri s’imbarchino con l’alleanza civica Pd è dettato dal coordinatore comunale di ‘Futuro in’ da «un motivo di etica politica e di rispetto per il voto dei cittadini, alcuni dei quali mai avrebbero votato una piccola coalizione di centrodestra se avessero saputo che questa avrebbe poi fatto da sgabello alla sinistra che governa la città».
Più o meno lo stesso concetto è espresso da Ciammariconi. «Fare da stampella ad una maggioranza inevitabilmente segnata», osserva, «non ci sembra una scelta saggia né intellettualmente onesta nei confronti dei propri elettori».
A frenare le opposizioni è Andrea Core, il capogruppo di ‘Insieme possiamo’, il gruppo con cui era stato eletto Ponziani, secondo il quale non c’è alcuna fibrillazione in maggioranza. «Non accettiamo consigli su come tenere compatta la maggioranza da parte di chi evidenzia difficoltà e divisioni anche sui banchi dell’opposizione», chiarisce riferendosi a ‘Futuro in’, «all'interno di una coalizione che seppur sconfitta si era presentata alle passate elezioni in maniera compatta».
Il Pd non ha ancora una posizione ufficiale, anche perché attende l’avvio delle consultazioni e la perpetrazione del dibattito interno, ma la presidente regionale Manola Di Pasquale ritiene uno sbocco naturale l’eventuale allargamento della coalizione a Di Dalmazio. «Non ci sarebbe da discutere», osserva, «perché lui ha già avviato un percorso nelle ultime regionali con il centrosinistra». L’ex consigliera comunale non vede altrettanto naturale l’ampliamento della giunta. «Al momento non ce n’è bisogno», spiega, «per alleggerire il compito di qualche assessore il sindaco può affidare deleghe ai consiglieri come previsto dalle modifiche da poco introdotte allo statuto comunale». (g.d.m.)
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