«Non ho favorito nessuno con le revisioni»

20 Maggio 2016

Processo al direttore della Motorizzazione civile, il funzionario si difende davanti ai giudici

TERAMO. «Non ho mai favorito nessuno e nel fare le revisioni a bus e camion ho applicato una prassi consolidata dal 1999»: Giancarlo Massaro, direttore della Motorizzazione, si difende davanti ai giudici. Il funzionario, coinvolto nell’inchiesta su presunte false revisioni a sessanta autobus e camion e per questo imputato di falso ideologico e abuso d’ufficio, ieri mattina si è sottoposto all’esame e ha risposto alle domande del pm Davide Rosati e dei giudici. Massaro ha spiegato le procedure seguite per le revisioni, sottolineando in vari passaggi «di non aver favorito mai nessuno e di aver rispettato le normative». Il funzionario abilitato alle revisioni di questo genere di mezzi, è accusato di aver certificato revisioni irregolari, fatte tutte senza l’opacimetro. Uno strumento che, secondo la procura, il codice della strada ritiene indispensabile per il controllo dei fumi di scarico. Il pm contesta sia il falso ideologico sia l’abuso d’ufficio, anche se nel provvedimento di sospensione di due mesi firmato nel 2013 il gip Domenico Canosa non aveva riconosciuto l’abuso, sostenendo che non fosse stata ravvisata l’intenzione del dirigente di avvantaggiare l’altra parte, cioè le aziende proprietarie dei bus. Tra queste, oltre all’Arpa, ci sono anche alcune ditte private: tutte, dunque, sono parte lesa. Oltre alla misura interdittiva per il funzionario, il gip aveva disposto il sequestro di 50 mezzi tra bus e camion. Massaro (assistito dall’avvocato Federica Benguardato) dopo il periodo di sospensione, è tornato al lavoro nel suo ufficio teramano. Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, quello che il codice prevede prima che il giudice decida sulla richiesta di misura interdittiva fatta dal sostituto procuratore, l’uomo si era difeso sostenendo di aver agito rispettando tutte le norme. L’inchiesta della procura, delegata agli agenti della polizia stradale di Teramo, era scattata tra marzo ed aprile 2013, quando sul tavolo del pm era arrivato l’esposto firmato da un gruppo di cittadini della Cona, dove c’è il deposito Arpa. Una constatazione su tutte: le nuvole di fumo nero originate dal tubo di scappamento degli autobus. Segno, secondo i cittadini, di qualcosa di anomalo nel funzionamento dei mezzi. Si torna in aula a giugno con discussione e sentenza.(d.p.)

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