«Non riapro l’edicola stagionale»
Il titolare: attività insostenibile per l’aumento del canone demaniale
GIULIANOVA. Duro sfogo di un edicolante giuliese, che minaccia la chiusura dell’attività a conduzione familiare a causa dei recenti aumenti del canone demaniale marittimo, che ha ormai raggiunto cifre insostenibili. L'incremento dei canoni delle concessioni demaniali marittime, in base agli indici Istat, sarà del 25,15% nell’anno 2023. «È l’aumento più elevato mai avvenuto», afferma Giovanni Bellini, che gestisce un’edicola stagionale a conduzione familiare sul lungomare Spalato. Il gestore dell’edicola appare piuttosto scoraggiato a causa di questi vertiginosi aumenti e minaccia di non aprire più i battenti la prossima estate. «Ho un vecchio chiosco», dice, «su una concessione demaniale di 49 metri quadrati: due anni fa pagavo un canone di 350 euro, più 10% di tassa regionale; in seguito il canone è aumentato a 2.500 euro, l’anno scorso ha raggiunto i 2.750 euro e quest’anno l’importo che dovrò corrispondere è pari a 3.200 euro più la tassa regionale al 10%». Per Bellini si tratterebbe quindi di una manovra iniqua, dato che i profitti di uno stabilimento balneare, che può far fronte agli aumenti ritoccando il prezzo del caffè o del noleggio degli ombrelloni ad esempio, sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli di un edicolante che invece non può aumentare il prezzo dei giornali e delle riviste. «Non trovo giusto», afferma l’edicolante, «dover pagare 3.700 euro di canone, quando la scorsa stagione ho avuto un utile di 3.000 euro per quattro mesi di lavoro, tutti i giorni dalle 6,30 alle 23, e quindi mi chiedo: come si fa a paragonare, in percentuale, un’edicola sul lungomare di una semplice cittadina come Giulianova, con un bar in costa Smeralda o in Versilia? Il pagamento del canone è uguale», conclude Bellini, «ma gli introiti risultano molto differenti». (s.g.)
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