Non si sa chi deve pulire il Borsacchio
Il torrente Borsacchio a nord di Roseto, che sarebbe dovuto già essere pulito da mesi, è ancora pieno di vegetazione, con il rischio di esondazione in caso di forti piogge, e i cittadini che abitano...
Il torrente Borsacchio a nord di Roseto, che sarebbe dovuto già essere pulito da mesi, è ancora pieno di vegetazione, con il rischio di esondazione in caso di forti piogge, e i cittadini che abitano nelle zone limitrofe sono preoccupati.
«L’ultima pulizia del torrente risale al 2013», precisa un residente, «dopo di che il nulla. Non vorremmo ripetere l’esperienza del marzo 2011, quando il torrente esondò provocando allagamenti». Un problema serio, dunque: il Comune di Roseto è in attesa da mesi della pulizia del torrente da parte della Provincia di Teramo: nel settembre 2018 la Provincia, facendo seguito alla legge di riordino, decise con una nota unilaterale di trasferire ai Comuni le funzioni e i compiti di pulizia idraulica dei corsi d’acqua, un trasferimento che sarebbe avvenuto però privo delle coperture finanziarie e, di conseguenza, l’assessore all’ambiente Nicola Petrini decise di portare avanti una battaglia per far sì che la pulizia tornasse in mano alla Provincia, come negli anni precedenti.
«Noi stiamo aspettando», dice Petrini, «solleciterò di nuovo la Provincia affinché si faccia carico al più presto della pulizia». (l.v.)
«L’ultima pulizia del torrente risale al 2013», precisa un residente, «dopo di che il nulla. Non vorremmo ripetere l’esperienza del marzo 2011, quando il torrente esondò provocando allagamenti». Un problema serio, dunque: il Comune di Roseto è in attesa da mesi della pulizia del torrente da parte della Provincia di Teramo: nel settembre 2018 la Provincia, facendo seguito alla legge di riordino, decise con una nota unilaterale di trasferire ai Comuni le funzioni e i compiti di pulizia idraulica dei corsi d’acqua, un trasferimento che sarebbe avvenuto però privo delle coperture finanziarie e, di conseguenza, l’assessore all’ambiente Nicola Petrini decise di portare avanti una battaglia per far sì che la pulizia tornasse in mano alla Provincia, come negli anni precedenti.
«Noi stiamo aspettando», dice Petrini, «solleciterò di nuovo la Provincia affinché si faccia carico al più presto della pulizia». (l.v.)

