«Non sono fanghi, è sabbia pulita» Per Gerardini allarme infondato

11 Febbraio 2018

Il dirigente regionale interviene sullo scarico del materiale che sarà dragato dal porto di Ortona «Il luogo è distante dall’area marina protetta». Rivera (comitato Via): «Decideremo insieme a Pineto»

PINETO. I materiali che dragati dal porto di Ortona che saranno scaricati in mare, a poche miglia dall’area marina protetta del Cerrano, non sono fanghi, ma «sedimenti marini privi di contaminazioni (ovvero puliti)». A dirlo è il dirigente del servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo Franco Gerardini, il quale interviene in seguito alle proteste che stanno salendo da tutta l’area del Cerrano contro la decisione della Regione di autorizzare lo scarico. Protesta che, secondo Gerardini, vengono alimentate da argomentazioni errate, «al limite del terrorismo ecologico». Sarebbe dunque sabbia pulita quella che sarà scavata dal porto ortonese, sabbia che non può essere usata per il ripascimento solo perché, spiega ancora Gerardini, ha «un quantitativo di limi (granulometrie più fini) di poco superiore al 30%. Altri sedimenti marini, sempre dragati nel porto di Ortona, invece saranno destinati al ripascimento del tratto di costa tra Lido Foro e Lido Riccio (280.000 metri cubi)».
Il sito scelto per depositare i sedimenti, dice ancora Gerardini, «non è una discarica, come è stato da alcuni affermato, ma è stato individuato a seguito di appositi studi sin dal 1999 come sito idoneo per queste attività e dista alcuni km dal perimetro della riserva marina Torre del Cerrano». La terza questione affrontata dal dirigente della Regione riguarda la procedura seguita per arrivare a concedere l’autorizzazione, giunta «alla fine di un lungo percorso tecnico-amministrativo e a seguito di procedura di valutazione ambientale del Cccr-Via, compreso la Vinca (valutazione di incidenza ambientale) di competenza regionale e due riunioni della conferenza di servizi, che hanno previsto puntuali prescrizioni sul piano operativo fornendo controdeduzioni ad osservazioni pervenute (alcune con caratteristiche abbastanza generiche)». Gerardini fa inoltre sapere che è stato previsto l’insediamento di un gruppo di lavoro coordinato dal Comune di Ortona, cui parteciperanno anche rappresentanti dell’Amp Torre del Cerrano, dell’Arta e della Regione, «che dovrà garantire la massima pubblicità delle informazioni ambientali, nonché la collaborazione tra enti». Le polemiche, conclude Gerardini con un battuta «sono poggiate sulla sabbia», ma poco dopo l’invio del suo comunicato arriva dalla Regione una seconda nota, questa volta a firma di Vincenzo Rivera, presidente del comitato regionale Via, che sposta un po’ il tiro e dice, in sostanza, che l’iter non è ancora concluso. «Si precisa», scrive Rivera, «che il Comitato Via ha subordinato il proprio via libera alle decisioni del gruppo di monitoraggio (lo stesso di cui parla Gerardini, ndr)», «che verrà allargato anche al Comune di Pineto; inoltre si procederà ad una costante caratterizzazione per la corretta eventuale collocazione delle sabbie. Voglio rassicurare i cittadini della costa teramana interessata che nessuna dislocazione di sabbie verrà effettuata senza il parere positivo del gruppo di monitoraggio, di cui il Comune di Pineto sarà parte integrante con un ruolo da sicuro protagonista nella conclusione e nella valutazione dell'istruttoria».
Una mano tesa al sindaco pinetese Robert Verrocchio che in una nota diffusa in mattinata aveva espresso la propria «forte amarezza» venendo a sapere che «le attività di scarico possono procedere regolarmente, come se la contrarietà formalmente manifestata non avesse alcun peso». Verrocchio preannuncia azioni legali – presumibilmente un ricorso al Tar – appoggiato dal presidente dell’Area marina protetta del Cerrano Leone Cantarini, il quale chiede l’annullamento dell’autorizzazione in regime di autotutela».(ha collaborato Evelina Frisa)
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