Non è bastata la collaborazione: Dell’Orletta rimane agli arresti

1 Novembre 2022

Il giudice conferma la misura cautelare per il 37enne Daniele, figlio del commercialista Massimo Il giovane nell’interrogatorio aveva risposto a tutte le domande sugli affari fatti con il padre

TERAMO. Daniele Dell'Orletta resta ai domiciliari: il giudice ha respinto l'istanza di revoca della misura cautelare presentata la scorsa settimana dal difensore del 37enne, l'avvocato Gaetano Biocca, al termine dell'interrogatorio di garanzia svoltosi nel tribunale di Teramo. Un interrogatorio che aveva visto Dell'Orletta rispondere a tutte le domande del gip Marco Procaccini, chiarire gli aspetti della vicenda che lo vede indagato con il padre per presunti illeciti nelle procedure fallimentari, e in molteplici passaggi confermare la ricostruzione fatta dalla Procura. Un atteggiamento apertamente collaborativo che, evidentemente, non è bastato al gip per accogliere l'istanza di revoca dei domiciliari. La misura per Dell'Orletta resta in piedi, così come per il padre Massimo, commercialista rosetano ai domiciliari dal 17 ottobre che nell'interrogatorio di garanzia si era invece avvalso della facoltà di non rispondere.
Il professionista, secondo la Procura, avrebbe messo in piedi operazioni illecite per 1,5 milioni di euro grazie al suo ruolo di curatore fallimentare e con la collaborazione del figlio (che viveva a Londra, da dove è rientrato non appena gli è stata notificata la misura cautelare). La Finanza ha spiegato che «sono state ricostruite alcune operazioni finanziarie ideate e attuate dal professionista nell'ambito di diverse procedure fallimentari iscritte al tribunale di Teramo. Il professionista avvalendosi di società costituite ad hoc in Italia e all'estero, riconducibili a lui e al figlio, avrebbe acquistato, nell'ambito delle predette procedure fallimentari, crediti deteriorati; successivamente, in virtù della propria posizione privilegiata di curatore, avrebbe provveduto, mediante una nuova ripartizione dell'attivo fallimentare, appositamente pilotata, ad assegnare a detti crediti un maggiore valore economico, incassando così, tramite le citate società, consistenti somme di denaro». La magistratura ipotizza nei confronti dei due Dell'Orletta il reato di interesse privato nel fallimento e peculato (un episodio). Nell'inchiesta sono indagati anche un avvocato e un imprenditore teramani.(v.m.)
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