Norma contro il caro-prezzi nel cratere

7 Agosto 2021

Per alleviare i costi dei materiali edili Legnini aumenta i contributi pubblici del 6% per le case e dell’11% per le attività

TERAMO. Il rincaro dei prezzi di alcuni materiali per l’edilizia sta interessando anche il cratere della ricostruzione post-sisma 2016, dove in questo momento ci sono circa 5mila cantieri aperti, e sta creando impreviste difficoltà a un processo che dopo tanti ritardi è finalmente partito. Ieri è arrivata una prima risposta al problema. In attesa di una revisione puntuale del prezzario sulla base del quale si calcola il contributo pubblico di ricostruzione, quest’ultimo viene aumentato del 6% per le unità residenziali e dell’11,1% per quelle produttive. Si tratta di un valore pari all’incremento dell’indice Istat dei prezzi per il settore delle costruzioni maturato dal 2017 a oggi. Anche i cittadini che hanno già ottenuto il decreto e hanno avviato i lavori dopo il 1° gennaio 2021 potranno accedere alla revisione del contributo con il pagamento dell’ultima rata dei lavori.
La norma contro il caro-prezzi è contenuta nella nuova ordinanza del commissario alla ricostruzione del sisma 2016, Giovanni Legnini, sulla quale è stata raggiunta ieri l’intesa dei presidenti delle Regioni e dei sindaci nel corso della Cabina di coordinamento. Legnini spiega: «Le misure adottate per far fronte alla crescita dei prezzi sono il massimo che è possibile fare con il potere d’ordinanza. Eventuali ulteriori misure su questo fronte possono essere introdotte in sede legislativa o con una revisione puntuale del prezzario, che è un’operazione laboriosa e lunga, tenendo conto che alcuni prezzi potrebbero anche riflettere una componente speculativa. L’aumento del contributo in base all’indice Istat, che è rilevante perché si applica a tutte le voci di spesa, comunque porta i prezzi della ricostruzione a valori più coerenti con quelli di mercato».
L’ordinanza Imprese prevede numerose altre misure per semplificare e rendere più agevole l’attività dei soggetti coinvolti nella ricostruzione e sopperire ad alcune carenze di mercato, come la stessa disponibilità delle imprese edili sul territorio. L’ordinanza semplifica e accelera i pagamenti erogati dalle banche sulla base degli Stati di avanzamento delle opere, prevede un aumento dal 40 al 50% della quota dei lavori che possono essere dati in subappalto e rende meno stringenti i requisiti che le stesse imprese devono avere per eseguire un certo tipo di lavori. Sempre per venire incontro a cittadini e tecnici, si prevede che l’impresa esecutrice degli interventi possa essere indicata fino a due mesi dopo la concessione del contributo. Si stabiliscono inoltre nuovi criteri, più certi, per il rimborso dei danni prodotti dal sisma ai beni strumentali delle imprese, come impianti e arredi. Si amplia, infine, la possibilità di usare i fondi Inail per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
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