Nos-noi: «Stagione turistica, un fallimento»

Il gruppo di sinistra accusa l’amministrazione: «Presenze inferiori a quelle registrate da Tortoreto»
GIULIANOVA. Nos-noi, gruppo politico che raccoglie diverse anime della sinistra giuliese, accusa l’amministrazione di una gestione «fallimentare» dell’ultima stagione turistica e lancia un nuovo appello all’unità dei progressisti. Lo fa tramite due prese di posizione che alimentano lo scontro con l’attuale maggioranza di centrodestra. Nos-noi si fa promotore di consultazioni finalizzate alla creazione di uno spazio di confronto sul futuro della città. In una lettera aperta il gruppo attacca il sindaco Jwan Costantini, accusato di non essere un vero civico perché nel corso del mandato è diventato un dirigente della Lega in maniera definita «fraudolenta» perché «ha carpito i voti dei cittadini con una proposta di governo, che faceva fondamento sulla distanza dalla politica e dai partiti».
Secondo “Nos-noi, Nuovi orizzonti”, dunque, nel contesto di una crisi sanitaria, economica occupazionale e sociale che il Paese sta vivendo ormai da tempo, l'amministrazione comunale, con la propria attività di governo, costituisce «l'esempio più incalzante di questa deriva». Ed è per queste ragioni quindi, che il gruppo politico di sinistra considera «non più rinviabile la decisione di confrontarsi fra tutte le forze politiche progressiste, incluse le associazioni e i cittadini accomunate dal desiderio di impegnarsi a restituire a Giulianova le condizioni di normalità democratica e di buon governo che merita». L’organizzazione politica della sinistra non risparmia anche critiche all’amministrazione comunale circa la gestione della trascorsa stagione turistica, definita dal Nos-noi «a dir poco fallimentare». Sempre nella lettera aperta si legge infatti che «Tortoreto gioisce per i dati relativi alla stagione turistica 2022 registrando 567.951 presenze e Giulianova, con una popolazione residente pari a più del doppio, piange registrando presenze turistiche che si fermano a 505.000». Quindi il gruppo conclude: «Quello che più sconcerta è che a guidare le politiche turistiche della città, ci siano amministratori che sono anche operatori turistici». (s.g.)

