Nucleo industriale in abbandono

Atri. Strade impraticabili, poche aziende in attività e tante discariche abusive
ATRI. Il nucleo industriale di Atri resta nell’incuria dell’abbandono. Non è bastata la recente boccata di ossigeno arrivata con i fondi regionali, circa mezzo milione di euro, destinati alla prossima apertura di un polo di formazione al lavoro giovanile in Piane Sant’Andrea, a innescare una riqualificazione della zona dove al momento insistono e operano solo poche aziende. La struttura, la cui data di apertura resta ancora incerta, è stata recentemente ristrutturata e sarà gestita dall’Arap, l’azienda regionale per le attività produttive, e si spera possa portare quella spinta alla ripresa che finora è mancata.
Tutto intorno al nascente polo, però, al momento è ancora in una fase di stallo e senza prospettive concrete. Lo stato di precarietà e degrado del nucleo industriale risulta evidente già dalle condizioni delle strade che dovrebbero essere quotidianamente attraversate da camion delle imprese utilizzati per carico e scarico merci. A vedere poi le piazzole per le manovre dei mezzi pesanti, in particolare quella nell’area antistante le storica ditta “Antonelli Marmi”, le buche sono profonde oltre 20 centimetri ed è già difficile transitare alla guida di auto, per cui ai conducenti dei Tir le manovre risultano ancora più complicate.
Gli asfalti, in tutta la zona, sono completamente distrutti e in alcuni punti si aprono vere e proprie voragini. A riprova dell’abbandono in cui versa l’area c’è anche il fatto che tra le crepe delle strade, dove ormai nessuno passa più, spesso spuntano erbacce e altra vegetazione spontanea. In alcuni angoli di quello spazio, in particolare, il degrado è totale. Ci sono rifiuti speciali abbandonati e mucchi di ghiaia scaricata su marciapiedi ormai impercorribili. La scarsa videosorveglianza è affidata a impianti di aziende e abitazioni. Il via vai di mezzi, personale e corrieri all’interno del nucleo industriale è solo un lontano ricordo. I vari edifici del polo di Piane Sant’Andrea servono a nascondere scarichi irregolari di rifiuti, tra cui tanti inerti e scarti di edilizia.
Nell’ampio ricettacolo di immondizia che pullula nella zona non mancano materassi, pneumatici e elettrodomestici fuori uso che formano discariche a cielo aperto un po’ ovunque. A lanciare l’allarme sullo stato del nucleo industriale e a chiederne il rilancio tempo fa è stato l’assessore comunale alle attività produttive Alessandra Giuliani, che aveva sottoposto interventi ai vertici dell’Arap. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

