Nugnes: «Pressing sulla Regione per il nuovo distretto sanitario»

22 Ottobre 2021

Il primo cittadino annuncia che riprenderà subito i contatti allo scopo di accelerare l’iter dell’opera Una struttura moderna è sempre più necessaria: quella attuale è obsoleta e con spazi inadeguati

ROSETO. «Il nuovo distretto sanitario di base è una delle priorità, e appena sarà fatta la squadra di governo riprenderemo subito i contatti con la Regione per cercare di accelerare l'iter». È il pensiero del nuovo sindaco di Roseto Mario Nugnes su uno dei temi più discussi nei cinque anni dell’amministrazione Di Girolamo.
Del nuovo Dsb a Roseto in realtà si parla da molti anni, ma tutto è partito a febbraio 2019 quando c’è stata la firma dello schema di protocollo tra la Asl di Teramo e il Comune di Roseto per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di base. La scomparsa di Roberto Fagnano però, all’epoca direttore generale della Asl di Teramo e sostenitore dei presidi ospedalieri territoriali, e il posto vacante di direttore generale a Teramo per alcuni mesi, hanno bloccato tutto. È stato poi nominato direttore generale Maurizio Di Giosia, ma è arrivata l’emergenza Covid e il discorso sul nuovo distretto a Roseto è stato ripreso solo alcuni mesi fa.
A metà settembre l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, ha parlato di 28 nuove “Case della Salute”, tra le quali ci dovrebbe essere anche quella prevista a Roseto. I soldi del Recovery plan per la sanità territoriale ci sono, ma il nuovo progetto rivisto dalla Asl è diverso da quello iniziale previsto dall’amministrazione comunale. Nel frattempo il piazzale dove è previsto il nuovo Dsb, piazza Marco Polo, continua a essere utilizzato come parcheggio per camion e camper, e inoltre c’è un manufatto azzurro sul lato sud della piazza che probabilmente dovrà essere abbattuto.
È urgente un nuovo Dsb a Roseto perché l’attuale, l’edificio in via Adriatica, ha diversi problemi: gli ambulatori specialistici sono collocati nei seminterrati, le sale d’attesa non ci sono e i pazienti sono costretti ad aspettare il loro turno accalcati nei corridoi. Oltre a ciò c’è un problema di barriere architettoniche e i parcheggi sono scarsi e posizionati in una strada molto trafficata come via Adriatica. La struttura inoltre è molto vecchia perché è nata intorno al 1950 per ospitare l’Onmi, l’organizzazione nazionale maternità e infanzia, e necessiterebbe di interventi di manutenzione straordinaria. Nella passata amministrazione ci furono tante polemiche in merito alle condizioni dell’attuale distretto, in particolare da parte dell’ex consigliere Celestino Salvatore, ma ad oggi la situazione è sempre la stessa. L’ex sindaco Sabatino Di Girolamo poi ha sempre sperato di iniziare i lavori durante la sua amministrazione, ma l’emergenza Covid ha frenato tutto.
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