Nuova attribuzione dei quadri della Bindi

1 Settembre 2019

L’assessore Di Candido: «Un comitato di esperti accerterà gli autori delle opere»

GIULIANOVA. La collezione di quadri della pinacoteca Bindi potrebbe presto essere sottoposta ad una nuova attribuzione scientifica. A parlare di questa possibilità è l’assessore alla cultura Giampiero Di Candido. «L’unica attribuzione scientifica delle opere è stata fatta dallo stesso Bindi», spiega Di Candido, «e noi dovremo costituire un comitato di esperti per fare una nuova attribuzione degli autori per ognuno dei pezzi della preziosa collezione». Il nucleo principale di opere è quello della Scuola di Posillipo, con quadri di Anton Sminck van Pitloo, Giacinto Gigante, Teodoro Duclère, Consalvo Carelli e Raffaele Carelli. A queste si aggiungono quadri di artisti abruzzesi come Pasquale Celommi, Filippo Palizzi, Nicola Palizzi, Giuseppe Bonolis, Teofilo Patini, Raffaello Pagliaccetti, Gennaro Della Monica e Francesco Paolo Michetti. Altre opere sono attribuite a Domenico Morelli, Vincenzo Gemito, Francesco Solimena, Jusepe de Ribera, Pompeo Batoni, Valerico Laccetti e Vincenzo Camuccini. «L’iter di attribuzione degli autori non partirà subito», aggiunge Di Candido, «perché prima occorre trovare le risorse economiche necessarie». Intanto proseguono i lavori per l’adeguamento della pinacoteca, anche se non è ancora stata definita la data per la riapertura. «La ditta sta risolvendo tutti i problemi di infiltrazioni d’acqua e a giorni arriverà il nuovo pavimento che dovrà essere montato nelle stanze», dice ancora Di Candido, «si sta inoltre intervenendo sulle pareti per recuperare lo spazio necessario per il riposizionamento dei quadri. A metà ottobre tutto dovrebbe essere ultimato e solo allora la collezione Bindi potrà tornare al suo posto». Attualmente la collezione, donata Vincenzo Bindi alla città di Giulianova con lascito testamentario nel 1928, è conservata nel Museo d’Arte dello Splendore. Ma le opere del lascito, circa 400 pezzi, non verranno allestite subito. «Dopo il rientro a Palazzo Bindi dovremo inventariare e catalogare tutti i pezzi», dice Sirio Pomante, direttore scientifico dei musei civici, «e poi la Soprintendenza deve rilasciare la notifica di “notevole interesse” per legare la collezione alla Casa Museo Bindi e valorizzare tutte le opere». (m.l.)
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