Nuova Camera di commercio È corsa a due per la presidenza

9 Settembre 2020

Lunedì decadranno tutti gli organi politici e inizierà il commissariamento che porterà alla fusione Manovre e alleanze per i candidati più quotati, l’uscente Lanciotti e Antonella Ballone (Confindustria)

TERAMO. Le ultime ore della Camera di commercio di Teramo. Lunedì alle 24 decadranno tutti gli organi “politici” dell’ente, cioè presidente, consiglio e giunta. Da allora si aprirà la nuova fase che prelude alla nascita effettiva della Camera di commercio del Gran Sasso.
I PASSAGGI BUROCRATICI. Da qui a novembre il periodo sarà decisivo per il futuro assetto del nuovo ente. Non solo e non tanto per l’iter burocratico. I passaggi sono più o meno obbligati: dal 15 settembre sarà nominato un commissario che porterà alla nascita della nuova istituzione entro il 30 novembre, se il testo approvato dal Senato sarà approvato dalla Camera (in sostanza di una variazione di alcuni giorni rispetto al testo originario della norma che prevedeva la fusione entro il 14 ottobre).
Intanto il Tar nell’udienza di fine settembre dovrebbe pronunciarsi sui ricorsi contro la fusione e, vista la pronuncia della Corte costituzionale, è altamente probabile una bocciatura. Per questo riprenderà l’iter avviato dall’assessore regione Mauro Febbo che per decreto il 1° febbraio scorso ha invitato le associazioni di categoria a individuare i nominativi dei 28 consiglieri del nuovo ente camerale. Un iter bloccato dai ricorsi che si presuppone riprenderà il suo corso lì dove era stato bloccato, cioè al 23° giorno dei 30 assegnati alle associazioni per comunicare i nomi. Quindi entro pochi giorni, espletati i controlli sui nominativi, il consigliere anziano convocherà il consiglio che dovrà eleggere il presidente.
LA PRESIDENZA. E qui c’è il nodo più importante da sciogliere. Da accordi già stretti tempo fa Ance, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria di entrambi i territori si erano accordati per un presidente teramano e un vice aquilano. La coalizione, sulla carta, avrebbe 14 voti su 28. In questo caso la giunta di Confindustria Teramo, proprio qualche giorno fa, ha indicato la propria vicepresidente Antonella Ballone come candidata alla presidenza della nuova Camera.
Ma rispetto ai tempi in cui fu stretto l’accordo sono cambiate alcune situazioni. Da una parte Confindustria Teramo e L’Aquila hanno congelato la loro fusione, dall’altra la Camera di commercio teramana ha appena indicato la terna di propria competenza per la Fondazione Tercas. E’ composta da Tiziana Di Sante, Giovanni Barba e Umberto Salcoacci. Una terna indicata dal presidente uscente Gloriano Lanciotti, che potrebbe aver incrinato il patto siglato in passato fra le quattro associazioni, viste le cariche di Di Sante nella Confcommercio. Ma queste sono solo ipotesi. La realtà è che attualmente sono due i pretendenti più accreditati sul fronte teramano: Ballone e Lanciotti. L’attuale presidente di Confindustria Teramo, Cesare Zippilli,ha fatto volentieri un passo indietro a favore della sua vice.
Il timore di alcuni, a questo punto, è che la spaccatura del fronte teramano potrebbe favorire la parte aquilana. Per il ruolo di vicepresidente si fanno vari nomi, dopo la scomparsa di Celso Cioni espressione di Confcommercio. Outsider potrebbero essere Giovanni Frattale o di Ettore Barattelli, entrambi espressione dell’Ance. Ma in caso di spaccatura della parte teramana non è detto che i possibili vice, o anche un terzo candidato aquilano, non possano aspirare alla presidenza. D’altronde il semplice numero di aziende presenti sul territorio, che favorirebbe la provincia teramana, non basta: ai fini della rappresentanza vanno calcolati anche elementi come il numero degli occupati, il valore aggiunto prodotto e il diritto annuale pagato. Senza contare il fatto che Casartigiani Teramo nel 2017, quando andavano presentate le istanze, non si è apparentata e quindi non ha il quorum per sedere in consiglio: un altro elemento di penalizzazione della parte teramana.
L’ACCORPAMENTO. Su piano puramente operativo ieri si è svolta l’ultima riunione di giunta della Camera di commercio di Teramo e venerdì si terrà l’ultimo consiglio. Ancora non sono chiari i piani operativi per l’accorpamento. Di certo c’è che la sede principale sarà all’Aquila, come tempo fa stabilito, e la secondaria, ma con gli stessi servizi, a Teramo. Entrambe le Camere hanno poco più di 30 dipendenti ciascuna: un numero basso per le attività svolte, ma non si potrà assumere personale se non si farà la fusione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA