Nuova centrale nella diga di Talvacchia

20 Gennaio 2015

Energia pulita per 260 famiglie di Valle Castellana utilizzando la stessa acqua dell’impianto esistente

VALLE CASTELLANA. Energia "verde" per 260 famiglie di Valle Castellana e al confine tra Abruzzo e Marche. La produrrà la centrale idroelettrica realizzata dall'Enel all'interno della diga di Talvacchia. L'impianto sfrutterà l'acqua raccolta nell'invaso per generare 700mila kilowattore annui di elettricità.

Si tratta di una struttura di piccola taglia, ospitata all'interno della centrale Capodiponte Castellano, in provincia di Ascoli Piceno, che è in funzione da quasi settant'anni. L'operazione, dunque, non prevede un ulteriore impatto ambientale né maggiore utilizzo delle risorse idriche esistenti nella zona in quanto è basata sul principio del recupero energetico. Nell'impianto appena realizzato, infatti, saranno sfruttate le stesse acque captate nel bacino creato dalla diga di Talvacchia, rispettando la portata che per legge va rilasciata allo scopo di garantire un adeguato sostegno all'habitat naturale.

«Anche le fonti rinnovabili si rinnovano», tiene a precisare l'Enel con uno slogan che riassume il significato dell'iniziativa. La società che gestisce la rete elettrica, infatti, grazie a questo impianto aumenterà la produzione di energia "verde" distribuita in Abruzzo e contribuirà di conseguenza a ridurre le emissioni in atmosfera di agenti inquinanti come l'anidride carbonica.

L'impianto, nonostante le dimensioni ridotte, che ne limiteranno la capacità di fornitura a un numero limitato di famiglie che risiedono nella zona interessata dall'intervento, rappresenta comunque un passo in avanti verso l'adozione di soluzioni che coniugano le esigenze energetiche con il rispetto dell'ambiente.

Il progetto realizzato all'interno della diga di Talvacchia sfruttando la struttura già esistente rientra in un piano d'investimenti, avviato l'anno scorso dall'Enel a livello nazionale, nel settore idroelettrico. Si tratta di una campagna che, nel giro di pochi mesi, ha già portato alla realizzazione di undici nuove centrali idroelettriche di piccola taglia in sei regioni italiane grazie ad un vero e proprio “recupero energetico” all’interno di impianti già in funzione da tempo. (g.d.m.)

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