Nuova giunta, Italia viva non ci sta

Lettera aperta del gruppo dei renziani: «Così sta nascendo un governo cittadino a tre teste
TERAMO. Critica su azzeramento dellagiunta e apertura ai civici, avversari in campagna elettorale, ma pronta a rimettersi nelle mani del sindaco per il suo ruolo nella nuova fase amministrativa. Italia Viva esce dall’incontro con il primo cittadino Gianguido D’Alberto con una posizione che non scioglie il nodo più intricato verso l’avvio del nuovo corso in Comune. Quello che doveva essere il faccia a faccia decisivo per il riassetto della coalizione e la ricostituzione della squadra di assessori non ha prodotto l’auspicata quadratura del cerchio. Tanto che D’Alberto, al termine delle consultazioni di ieri a cui ha chiamato anche gli altri vecchi e nuovi alleati, si è preso altre 24/48 ore di tempo per comunicare le sue decisioni. Se ne riparlerà domani, ma l’ufficializzazione della ricomposizione di maggioranza e giunta potrebbe arrivare anche martedì o mercoledì.
Di certo Italia viva, a differenza degli altri gruppi dell’alleanza che ha vinto le elezioni a giugno 2018, è tutt’altro che convinta dell’operazione avviata dal sindaco. Si rivolge direttamente a lui con una sorta di lettera aperta in cui definisce incomprensibile l’azzeramento della giunta da cui sarebbe derivata per il primo cittadino una «condizione di oggettivo imbarazzo». La stroncatura si estende al «governo cittadino a tre teste» che nascerebbe dall’accordo con Giovanni Cavallari e Mauro Di Dalmazio, affiancato in consiglio da Graziano Ciapanna, caso unico – a detta dei renziani – in cui il primo cittadino con un’ampia maggioranza si rivolge, per rafforzare l’azione amministrativa, a «due ulteriori candidati sindaci che erano suoi avversari in campagna elettorale, senza alcuna motivazione apparente, se non quella più verosimile, che si stessero pagando cambiali politiche regionali sulla testa dei cittadini teramani, ai soliti noti i politici non teramani che intendono finalmente mettere le mani sulla nostra amata città».
Italia viva, rappresentata dagli ex Teramo 3.0 Maria Cristina Marroni, vicesindaco fino a dieci giorni fa, Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro, nonché da Flavio Bartolini, fuoriuscito dal Pd, si defilano dalla gazzarra «per la bramosia di poltrone e posizioni che si sta ingenerando tra aspiranti nuovi e vecchi poltronisti della sua nuova maggioranza». Per questo i renziani rimettono nelle mani di D’Alberto il destino di Marroni, unica candidata al rientro in giunta per il loro gruppo, «perché non intendiamo iscriverci al novero di coloro che, attratti dalla famelica necessità di ottenere uno strapuntino del potere, perdono inevitabilmente il contatto con il cittadino comune, con le sue difficoltà quotidiane, con le sue paure, con le sue passioni, con le sue speranze e con le sue emozioni».
Le critiche non hanno sorpreso il sindaco, che già le aveva incassate nel primo incontro con i rappresentanti di Italia viva, così come non l’ha emozionato l’atto ritenuto tardivo di rinuncia a deleghe ritirate da oltre una settimana. Resta in piedi dunque l’opzione di Cavallari vicesindaco. Scelta condivisa dagli altri alleati, che risponderebbe alla legittima aspirazione dell’ex candidato sindaco di Bella Teramo a un ruolo significativo nel riassetto prospettato da D’Alberto, ma che soprattutto andrebbe letta come coerente alla funzionalità degli incarichi rispetto al respiro più alto e ampio del progetto a cui guarda il primo cittadino. Fino a domani Italia viva, nonostante la presa di posizione non allineata e fortemente polemica, per D’Alberto rimarrà un interlocutore: poi arriveranno le decisioni che ridefiniranno i rapporti.
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