Nuova illuminazione Scontro politico sulla gara da rifare

L’ex sindaco Pavone accusa Di Girolamo di fallimento Il primo cittadino replica: «Il suo progetto era nullo»
ROSETO. Dopo l’annuncio dell’annullamento della gara del project financing per la pubblica illuminazione, in seguito all’intervento dell’Anac che ritiene la stazione appaltante Asmel non idonea a gestire questo appalto, scoppia la polemica in merito alle responsabilità dell’amministrazione comunale. L’ex sindaco Enio Pavone accusa l’attuale primo cittadino Sabatino Di Girolamo di aver bloccato il suo precedente project e di averne fatto uno nuovo, allungando di conseguenza i tempi, ma Di Girolamo replica dicendo che Pavone non è certo immune da responsabilità per la situazione attuale.
«Di Girolamo è ora che prenda atto che, con il suo ennesimo e clamoroso errore», dice Pavone, «ha impedito che Roseto potesse avere una illuminazione nuova di zecca, pali della luce moderni, nuovi impianti semaforici e tante altre novità, ma soprattutto quel decoro urbano e quella sicurezza che sarebbero stati garantiti se solo avesse portato avanti il project financing approvato dalla precedente amministrazione ad aprile 2016». Pavone, inoltre, ricorda come Di Girolamo abbia abbandonato la stazione unica appaltante della Provincia di Teramo, che stava preparando il bando per il project financing, per affidarlo all’Asmel. «Dai banchi dell’opposizione lo avevo messo in guardia», prosegue Pavone, «sul fatto che per i progetti già in itinere avrebbe dovuto proseguire con la Provincia e che all’Asmel ne avrebbe potuto dare solo di nuovi. Anche qui Di Girolamo, invece di ascoltarmi, si è impuntato e ha tirato dritto, con le nefaste conseguenze per l’intero territorio rosetano». L’Anac, l’Autorità nazionale anti-corruzione, impone all’amministrazione di ritirare l’atto del project in autotutela e di rifare da zero la gara. «Questo significa», conclude Pavone, «che il progetto sulla pubblica illuminazione non vedrà la luce in tempi celeri e che sono stati persi cinque anni per il capriccio di questa amministrazione e del suo primo cittadino. Siamo così dinanzi all’ennesima promessa mancata da questa armata brancaleone».
Di Girolamo non ci sta, e ricorda per l’ennesima volta che il project financing sulla pubblica illuminazione approvato dalla precedente amministrazione era nullo perché basato su un codice degli appalti che nel frattempo era stato abrogato e sostituito da un nuovo codice. «Inoltre Pavone ha la responsabilità di essere uscito dal progetto Paride», ribadisce l’attuale sindaco, “che avrebbe rinnovato completamente, come nei comuni limitrofi, la pubblica illuminazione con lampadine a led». Il progetto Paride, però, prevedeva solo la sostituzione delle luci e non dei pali. «Pavone avrebbe potuto benissimo, se avesse voluto, far presente alla Provincia che il progetto Paride era carente e rimodularlo per il Comune di Roseto. E poi noi non avremmo mai immaginato, quando abbiamo aderito all’Asmel, che si arrivasse a questo contenzioso tra Anac e Asmel. Comunque io credo che non ci siano dubbi sulla sua corresponsabilità dello stato pietoso della pubblica illuminazione a Roseto, e dico corresponsabilità perché io sono una persona intellettualmente onesta, a differenza sua e quindi mi assumo la mia parte di responsabilità».
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