Nuova sede Aran, delibera annullata

Atri, è in contrasto con la legge regionale. Il Pd: lo avevamo detto ma sono andati avanti raggirando impresa e operai
ATRI. Il Comune di Atri è stato costretto ad annullare la delibera che permetteva all’Aran cucine di realizzare una nuova sede industriale e il Pd cittadino va all’attacco dell’amministrazione.
In una nota il consigliere di minoranza nonché vicepresidente della Provincia di Teramo, Barbara Ferretti, scrive: «I nodi sono giunti al pettine. I consiglieri di maggioranza del Comune di Atri lo scorso agosto votarono una delibera che permetteva all'azienda “Aran” di costruire un nuovo unico complesso nel quale accorpare tutte le sue succursali e di trasformare la destinazione urbanistica di un'area “agricola” a “produttiva”. Questo, in pieno contrasto con la legge regionale n. 24/2014 del governo Chiodi che vietava il consumo e la trasformazione dei suoli agricoli tranne che per la realizzazione di interventi previsti dagli strumenti urbanistici approvati o adottati. Noi consiglieri di minoranza in considerazione della legge approvata dal governo Chiodi e della destinazione agricola dell'area in questione, prevista dal nuovo Prg voluto dalla giunta Astolfi, chiedemmo di rinviare la votazione della delibera dopo aver acquisito pareri in merito». Ferretti prosegue: «II centrodestra, però, pensando di non dover rispettare la legge regionale e di poter andare in contrasto al loro piano regolatore, decisero di votarsi la illegittima delibera, arrecando di fatto gravi danni all'imprenditore, agli operai e a tutta la collettività. Dopo sei mesi e con i costi per acquisire i pareri legali, la giunta ha portato nel consiglio comunale di ieri l'annullamento della delibera Aran, prendendo atto che noi consiglieri di minoranza avevamo pienamente ragione».
Il consigliere Pd conclude: «La cittadinanza deve sapere che non è un problema di scelta politica ma che Aran non può espandersi perchè l'amministrazione Astolfi non l’ha inserita nel nuovo piano regolatore. Era stata disegnata quell'area come edificabile nella tavola di “piano strutturale” che non è cogente, quindi non ha alcun valore per la nostra legge regionale urbanistica, e mantenuta agricola sulla tavola di “zonizzazione” del Prg che invece ha valore prescrittivo. Ora la giunta Astolfi e l'ufficio Urbanistica, ai quali era stata segnalata più volte questa incongruenza e questo raggiro inutile che veniva fatto alla collettività, all'imprenditore e agli operai, devono motivare il loro operato. Un operato che ha portato anche ingenti danni economici in un periodo di grave crisi».
Domenico Forcella
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