Nuova sede Confartigianato Prosciolti gli imputati

18 Giugno 2015

TERAMO. «Non doversi procedere per intervenuta prescrizione». Con questa formula il giudice monocratico Enrico Pompei ha chiuso la vicenda giudiziaria della nuova sede della Confartigianato di Teramo...

TERAMO. «Non doversi procedere per intervenuta prescrizione». Con questa formula il giudice monocratico Enrico Pompei ha chiuso la vicenda giudiziaria della nuova sede della Confartigianato di Teramo nella zona industriale di Sant’Atto, immobile sequestrato alcuni anni fa in quanto ritenuto abusivo. Prosciolti quindi i quattro imputati: Luciano Di Marzio, presidente della Confartigianato di Teramo; Daniele Di Marzio, segretario generale dell’associazione; Loris Florio, titolare dell’impresa che stava realizzando l’immobile; l’ingegnere Bruno De Berardis, progettista e direttore dei lavori.

Tutti dovevano rispondere di tre imputazioni: la violazione del testo unico sull’edilizia per avere iniziato la realizzazione dell’edificio in assenza di permesso di costruire e in violazione del vincolo di inedificabilità dell’area; abbandono incontrollato e gestione non autorizzata di rifiuti per avere depositato nell’area il materiale di scavo e scarti di lavorazioni edili; di danneggiamento per avere ricoperto con il materiale di scavo alcuni alberi che si trovavano nella zona. I fatti contestati sono avvenuti nel 2007 per cui i quattro imputati – difesi dagli avvocati Gennaro Cozzolino, Guglielmo Marconi, Fabrizio Acronzio ed Elvio Fortuna – hanno potuto beneficiare della prescrizione. Nel corso del procedimento penale c’era stato un primo rinvio a giudizio, poi annullato, in base alla richiesta presentata all’epoca dall’avvocato Cozzolino, per un problema procedurale, un difetto di notifica a uno degli imputati. L’immobile, mai completato, è ancora sotto sequestro, ma potrebbe essere presto dissequestrato come conseguenza del proscioglimento degli imputati. (e.a.)

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