Nuova spiaggia divorata dal mare Le onde arrivano agli stabilimenti

6 Novembre 2022

La mareggiata per il maltempo cancella gli effetti del maxi intervento per ridare spazio all’arenile Balneatori infuriati: «Nessuna risposta dalla Regione». I massi sulla costa restano l’unica difesa  

ALBA ADRIATICA. Il mare sta erodendo quel che è rimasto della spiaggia di alimentazione di Alba Adriatica. Le mareggiate continuano ad azzerare la spiaggia senza che, finora, siano state attivate le iniziative annunciate di salvaguardia della costa nord albense. I balneatori stanno posizionando, così come previsto dall’ordinanza comunale dello scorso anno, i blocchi di cemento a difesa degli stabilimenti, alcuni dei quali iniziano a essere intaccati dalle onde. Il primo stabilimento ad aver messo i massi è Alba Beach, gli altri lo faranno a seguire. C’è amarezza tra gli operatori turistici che speravano in un intervento da parte della Regione. Così, infatti, era stato stabilito alcune settimane fa, nel corso di un incontro con i tecnici regionali. C’era, insomma, l’impegno a porre barriere per salvare ciò che era rimasto della maxi opera di ingegneria marittima. Nessuno, invece, si è fatto più sentire né sono arrivate notizie tanto al Comune quanto alle associazioni di categoria come Oba, che era stata presente all’incontro. I balneatori avevano anche proposto di posizionare i massi più verso il mare per cercare di salvare spiaggia e stabilimenti. La legge, però, non lo prevede o comunque nulla dispone la normativa regionale e il Comune, in questo caso, non potrebbe rilasciare alcuna autorizzazione. Per cui, i blocchi di cemento potranno essere installati solo in prossimità delle strutture e non verso la linea di costa. L’unica cosa possibile, però, è lasciare i blocchi di cemento armato fino al termine delle mareggiate, il provvedimento parla più precisamente di «cessazione del fenomeno di aggressione» come prevede l’ordinanza balenare regionale per il 2022. Anche l’amministrazione non ha ricevuto comunicazioni dagli uffici regionali relativamente agli interventi di salvaguardia del lembo di sabbia residuo e nulla può disporre in proposito. Tutti i diretti interessati, dunque, restano meri osservatori del fenomeno erosivo che avanza e che ha già intaccato le zone in prossimità degli stabilimenti Cocoloco e La Primula. L’altra risposta che i balneatori attendevano e non è arrivata riguarda il parziale rimborso degli oneri concessori 2019-2020. Chi ha fatto domanda non ha avuto notizie né tanto meno soldi. Resta pesante l’incertezza sulla prossima stagione balneare e per l’inverno, con i possibili effetti negativi causati dalle mareggiate, nella consapevolezza che una seconda spiaggia di alimentazione non ci sarà.
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