Nuova valutazione sulla discarica di Atri

La Regione studierà quale incidenza ambientale avrebbe l’ampliamento del 15% chiesto dal consorzio
ATRI. Serve la Vinca, una nuova valutazione d’incidenza ambientale, per permettere l’ampliamento del 15% della volumetria della discarica di Santa Lucia di Atri richiesto a gennaio dal consorzio Piomba Fino. A stabilirlo è stato lo scorso 5 marzo il comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale al termine delle audizioni delle varie parti interessate tra cui il Comune di Atri, i comitati e il neo commissario del consorzio Dario Ciamponi. Occorrerà quindi un nuovo studio e una ulteriore verifica sull’incidenza ambientale che un aumento di rifiuti potrebbe comportare sul territorio. Un atto necessario soprattutto se si considera che nelle vicinanze degli invasi di raccolta insiste un Sic, ossia un sito d'interesse comunitario e come tale protetto. È stato delegato il Genio civile di Teramo per valutare la stabilità dei particolari terreni calanchivi ove insiste la vecchia discarica.
Sull’ulteriore stop del procedimento Reparata Graziosi dell’Osservatorio atriano, che insieme al comitato Difesa ambiente Santa Lucia è stata ascoltata da remoto durante la riunione in Regione, osserva: «C’è l’esigenza di una bonifica che non può più aspettare. In fondo alla discarica, dove si trova la parte storicamente stoccata dei rifiuti, il percolato sfugge alla captazione contaminando inevitabilmente le acque sotterranee. È assurdo caricare ulteriori rifiuti, si deve finalmente iniziare un recupero ambientale». L’assessore all’ambiente del Comune di Atri Mimma Centorame ha aggiunto: «Siamo punto e a capo, abbiamo chiesto la valutazione di incidenza ambientale per capire le conseguenze dell’aumento volumetrico, la nostra città è legata alla cultura, alla storia e all’arte, tutto l'ambiente circostante la discarica va tutelato». ( d.f.)
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