Nuove antenne 5G: «Territorio invaso dalle installazioni»

Il consigliere Fracassa: ci sono 24 nuove postazioni attive Amministrazione sotto accusa per la mancanza di un piano
TERAMO. Dal pieno centro storico agli estremi confini del territorio comunale. La mappa delle nuove installazioni di antenne 5Gper telefonia e internet mobile si allarga a «velocità incontrollata». A denunciarlo è il consigliere comunale di Futuro in Franco Fracassa che, elenco alla mano, richiama l’amministrazione a responsabilità di programmazione e trasparenza che finora non avrebbe esercitato.
Sono 24, stando alla lista in possesso del rappresentante dell’opposizione, le nuove stazio radio base attivate dalle compagnie di telefonia e internet. «Eppure proprio un consigliere di maggioranza, Emiliano Carginari, aveva presentato in consiglio un documento, votato da tutti, per bloccare le installazioni 5G», ricorda Fracassa, «in attesa di chiarimenti sulla loro sicurezza in termini di tutela della salute pubblica». Le compagnie, però, avrebbero trovato il modo di aggirare l’ostacolo evitando riferimenti espliciti, nelle loro richieste all’ente, alla tecnologia in questione.
«Non è il caso di fare allarmismi», tiene a precisare il consigliere di Futuro in, «ma di fatto l’amministrazione non si è accorta di quello che stava succedendo e le società hanno tappezzato di antenne il territorio». Fracassa imputa a giunta e maggioranza «impreparazione e distrazione», ma anche una grave mancanza di comunicazione.
«L’elenco delle installazioni è stato reperito solo tramite un accesso agli atti», tiene a evidenziare, «i cittadini, però, hanno il diritto di sapere dal sindaco e dall’amministrazione dove sono posizionati gli impianti: la democrazia partecipata deve essere applicata sempre, non solo quando conviene». Il rappresentante dell’opposizione, tra l’altro, tiene a precisare che la lista delle nuove installazioni è in continuo aggiornamento e da qui ai primi mesi dell’anno prossimo potrebbe allungarsi ancora di più. «Le postazioni occupate rischiano di raddoppiare», avverte Fracassa, «perché ormai l’amministrazione può solo subire questa situazione». Secondo il consigliere, infatti, non è stata considerata una pianificazione che razionalizzasse il posizionamento degli impianti sul territorio.
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