Nuove attività, il Comune studia delle agevolazioni

24 Agosto 2019

Gli uffici commercio e finanze stanno lavorando a un’apposita delibera Sul tavolo incentivi come il taglio della Tari e di altre imposte e tariffe 

TERAMO. L’obiettivo è quello rivitalizzare il tessuto produttivo, gettando così le basi anche per la creazione di eventuali nuovi posti di lavoro. È in quest’ottica che si muove la delibera alla quale sta lavorando il Comune di Teramo, volta a favorire nuovi insediamenti artigianali, industriali e commerciali sul territorio tramite l’individuazione di apposite agevolazioni. Al momento l’atto è ancora in fase di studio e la prossima settimana sarà oggetto di un apposito tavolo di servizi tra l’ufficio commercio e l’ufficio finanze per ragionare sulla tipologia di agevolazioni da concedere.
Ad annunciarlo è l’assessore con delega al commercio Antonio Filipponi, che assicura anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria. «Stiamo ragionando con l’ufficio finanze per vedere quali agevolazioni possiamo prevedere facilmente, magari semplicemente passando in consiglio comunale, senza dover modificare i regolamenti», spiega Filipponi, «la prossima settimana ci sarà un tavolo di servizi tra i due uffici e successivamente, una volta individuata la strada da seguire, coinvolgeremo le associazioni di categoria per capire quale impatto può avere una delibera del genere e affinarla insieme a loro». L’idea sulla quale si sta ragionando, in ogni caso, è quella di intervenire su una riduzione, per un determinato periodo, di imposte e tariffe. «Sono delibere che si fanno in diverse città italiane», continua Filipponi, «per quanto ci riguarda non potremo sicuramente prevedere incentivi economici diretti come ad esempio dei finanziamenti, come è stato fatto in qualche comune, perché per avere risultati concreti ed incidere in maniera importante sugli insediamenti servirebbe una dotazione economica troppo ampia». Da qui la previsione di agevolazioni diverse. «Stiamo ragionando sulla possibilità di andare a tagliare ad esempio su imposte come la Tari, che per le attività industriali può incidere molto più di un incentivo economico quale può essere un contributo di 10mila euro», conclude Filipponi, «Una Tari pari a zero per i primi tre anni e negli anni successivi a scalare può incidere per un’azienda anche 200mila euro».
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