Nuove indagini sul mistero della tomba

19 Marzo 2019

Pineto, la Procura cerca di scoprire di chi sono i resti trovati nella sepoltura di un altro dopo 30 anni

PINETO. Si allargano le indagini per fare chiarezza (o almeno cercare di farla) sul giallo di Pineto, ovvero sui resti dell’uomo trovati nella tomba di un altro. La Procura (il fascicolo è del pm Enrica Medori) ha disposto accertamenti sui registri comunali per capire quante altre persone sono state tumulate a Pineto in quel periodo circoscritto al 1986, data della morte.
L’indagine era stata aperta per vilipendio di cadavere dopo la denuncia presentata da una donna che accusava un dipendente dei servizi cimiteriali di Pineto di aver gettato acido sulla salma del genitore deceduto appunto nel 1986 per accelerarne la decomposizione in vista di una esumazione dalla tomba a terra nel cimitero di Pineto. Sette mesi dopo la denuncia la scoperta è arrivata con la consulenza di un antropologo forense dell’università di Chieti delegato proprio dalla Procura alla riesumazione, che ha escluso tracce di acido stabilendo una verità forse ancora più inquietante: ovvero che i resti di quell’uomo non sono quelli del papà della donna visto che l’esame delle ossa ha accertato che si tratta di uomo di un’età compresa tra i 37 e i 45 anni deceduto nello stesso periodo, mentre il padre della donna è morto a 64 anni. Una verità, quella stabilita dall’antropologo insieme ad alcuni medici legali, arrivata dopo la ripetizione del test. Molto probabilmente, infatti, i primi a sorprendersi sono stati proprio consulenti ed investigatori che, dopo aver inviato un primo rapporto in Procura, hanno ripetuto più volte gli accertamenti medici proprio per avere la certezza. E così qualche giorno fa la donna è stata convocata in Procura e qui le hanno comunicato che i resti esaminati non corrispondono a quelli di un uomo dell’età di suo padre. Due le domande che ora si pongono. La prima: dove sono finiti i resti del padre? La seconda: di chi sono quelli trovati nella tomba? (d.p.)
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