Nuove iniziative del comitato per la tutela dell’ospedale

27 Ottobre 2017

GIULIANOVA. In questi giorni davanti all’ospedale non c’è più il presidio fisso del comitato intercomunale per la salvaguardia dell’ospedale costiero, quello dove per tutta l’estate sono state...

GIULIANOVA. In questi giorni davanti all’ospedale non c’è più il presidio fisso del comitato intercomunale per la salvaguardia dell’ospedale costiero, quello dove per tutta l’estate sono state raccolte oltre novemila firme e sono stati informati residenti e turisti sullo stato della sanità cittadina e teramana. E il banchetto di raccolta firme è sparito anche da piazza Fosse Ardeatine. «Si tratta di una sosta tecnica», dice Fabio Raschiatore, «il maltempo di qualche settimana fa purtroppo ha rovinato i piccoli gazebi che utilizzavamo per ripararci dal sole e dalla pioggia. Abbiamo cercato di sistemarli ma con poca fortuna. Nel frattempo sono spariti i tavoli e parte delle sedie che utilizzavamo e quindi ci siamo dovuti fermare. Ma ora stiamo cercando un nuovo gazebo più resistente e una volta ottenuta la nuova autorizzazione per il suolo pubblico riprenderemo a raccogliere le firme».
Nonostante le difficoltà il comitato intende proseguire la sua battaglia, come dice il presidente Pablo Ghaderi: «In attesa del rinnovo delle autorizzazioni comunali per sistemare nuovamente il presidio, stiamo preparando diverse iniziative per coinvolgere il territorio. Vogliamo infatti intervenire nelle assemblee di istituto delle scuole superiori di tutte le città che hanno aderito per coinvolgere anche gli studenti nella nostra attività di sensibilizzazione per la tutela dell’ospedale». Nessun cambiamento per quanto riguarda la posizione del comitato verso le attività istituzionali: «Non siamo stati invitati alla riunione del tavolo tecnico, convocato dal presidente Luciano D’Alfonso per il 30 ottobre prossimo», dice Ghaderi, «e comunque non avremmo partecipato, perché come abbiamo visto negli anni passati queste iniziative non hanno portato nulla di concreto. Alla Regione serve solo far sentire la voce dei cittadini che chiedono con forza il rispetto del diritto alla salute».
Mirella Lelli
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