Nuove rotonde, lavori contestati Parte il ricorso al Tar della ditta

1 Novembre 2022

Il Comune boccia gli interventi per completare la strada dell’università e annulla la convenzione L’amministrazione pronta a chiedere i danni, ma la società impugna il provvedimento dirigenziale

TERAMO . I lavori di completamento della cosiddetta “strada dell’università” finiscono in tribunale. È l’effetto del ricorso al Tar presentato dalla Proger, la società che in base a una convenzione sottoscritta 30 anni fa con il Comune ha realizzato il quarto lotto delle opere previste a servizio di quella che all’epoca era stata concepita come un pezzo della variante nord. I lavori, attivati nel 2016, hanno riguardato l’allestimento di una serie di rotonde tra Villa Mosca. Colleparco e il bivio di Scapriano, lungo il tracciato che passa davanti al campus universitario.
In base a una determina dirigenziale successiva ai lavori portati a termine è stata disposta «la risoluzione in danno del concessionario della convenzione, per grave inadempimento, con segnalazione all’Anac», l’Autorità nazionale anticorruzione. L’atto contesta «gravi e sorprendenti manchevolezze che giustificavano il giudizio di non collaudabilità, esaurientemente descritte nella relazione di collaudo, che costituivano gravissimo inadempimento delle obbligazioni assunte dalla società concessionaria». Quest’ultima si era occupata di progettare le opere, individuare la ditta esecutrice e assicurare la direzione dei lavori. Gli interventi però, stando ai rilievi mossi dal dirigente, non sono andati come previsto. Per questo sono stati contestati alla società «i danni subiti e subendi dall’amministrazione comunale e in corso di quantificazione, a causa della mancata regolare gestione ed esecuzione dei lavori». Non sarebbero state seguite, tra l’altro, «finanche le prescrizioni che il collaudatore aveva previsto per poter giungere alla collaudabilità dei lavori, puntualmente indicate nella relazione». Da qui, dunque, è partito il procedimento di decadenza della concessione». La Proger, però, ha impugnato le contestazioni, ritenendole infondate, e ha citato il Comune davanti al Tar per l’annullamento del provvedimento. Di conseguenza la giunta ha deciso di costituirsi in giudizio tramite l’Avvocatura per «una corretta ricostruzione dei fatti e di far valere la legittimità degli atti», (g.d.m.)
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