Nuovi gestori per le tabaccherie storiche

31 Marzo 2018

Lasciano per anzianità tre titolari, subentrano giovani sostenuti dalle famiglie: la crisi ha reso più appetibili le licenze

TERAMO. Nella città dove i negozi storici chiudono perché nessuno li rileva, o durano lo spazio di un mattino, c’è un pezzo di commercio in netta controtendenza: le tabaccherie. È in atto, in questo settore, un ricambio generazionale massiccio. I titolari storici delle licenze, ormai anziani, mollano. E al loro posto subentrano giovani quasi tutti alla prima occupazione, che le famiglie sostengono nell’investimento iniziale. Perché – il punto è questo – la crisi ha reso ancor più appetibili di quanto fossero prima attività, come quelle di rivendita di tabacchi, che dalla crisi stessa non hanno subìto colpi letali.
Nell’ultimo anno e mezzo Teramo ha visto passare di mano le licenze di diverse tabaccherie, in centro (corso Cerulli, Madonna delle Grazie) e subito fuori (viale Crucioli, via Roma). Ora, nelle ultime settimane, si è verificata la coincidenza del cambio di gestione di tre rivendite storiche. Quella di Eliseo Sciroli in piazza Garibaldi, nota per le tante vincite di gioco, sarà rilevata dalla famiglia Di Giovannantonio di Castelnuovo Vomano, che affiderà l’attività alle due giovani figlie. Quella di Vincenzo Taralli in via del Castello passa alla famiglia Pensato, della provincia di Foggia, e verrà gestita da padre e giovane figlio che si trasferiranno a Teramo. A curare queste due transazioni è stata l’agenzia Percorso Casa di Gianluca Rapagna, che commenta: «Siamo di fronte a un vero e proprio ricambio generazionale. Gestori ormai in età pensionabile volevano liberarsi delle attività, famiglie che devono trovare lavoro ai propri figli sono state spinte dalla crisi occupazionale ad orientarsi su un settore del commercio che è in grado di offrire redditi stabili».
La terza tabaccheria storica ceduta in questi giorni è quella dei fratelli Antonio e Alfonso Forchini in piazza Martiri della Libertà. Subito dopo Pasqua subentrerà un giovane teramano alla prima occupazione, che per qualche settimana ha affiancato i Forchini in negozio. Antonio Forchini dice: «Le rivendite di tabacchi sono ancora attività sane, la crisi ha inciso poco sulle vendite. Qui a Teramo, semmai, ha creato più problemi il terremoto».
Una cosa va chiarita, e cioé che non sono cedibili le rivendite di tabacchi in sé ma le licenze comunali per generi non alimentari. Queste concessioni durano nove anni, dopo i quali possono essere rinnovate, e sui subentri hanno l’ultima parola i Monopoli di Stato. Quanto ai costi, dipendono dal fatturato dell’attività.
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