Nuovi parcheggi a pagamento: altre due strade diventano blu

Le modifiche comparse ieri in viale Mazzini e via Paris scatenano polemiche social e reazioni politiche Fratelli d’Italia: «È il colpo di grazia per un capoluogo che da anni vive un declino inarrestabile»
TERAMO. Sempre più blu. Non il cielo che cantava Rino Gaetano, ma il centro di Teramo. Ieri, fra polemiche social e indignazione politica, sono comparse nuove strisce a pagamento in due strade della città: viale Mazzini e via Paris, accanto al teatro romano. Dopo quelle di via Savini mutate da bianche in blu con il recupero parziale di stalli gratuiti nella vicina piazza del Carmine, il Comune ha proceduto a collocare altri parcheggi a pagamento scatenando l'ira di commercianti, residenti e cittadini che frequentano il centro.
A tuonare contro l'amministrazione, che come è accaduto per via Savini non si è preoccupata di comunicare la novità alla cittadinanza, è anche Fratelli d'Italia tramite un comunicato a firma del capogruppo in consiglio Luca Corona. «Teramo è una città a pagamento. Oggi si è proceduto a dare il colpo di grazia a un capoluogo che da anni è avviato a un declino inarrestabile. Ringraziamo l’amministrazione comunale guidata da un poco lungimirante sindaco Gianguido D’Alberto. Ringraziamo l’assessore Antonio Filipponi per aver gambizzato un commercio fortemente provato. Viale Mazzini tutta a pagamento. Via Paris a pagamento», scrive Corona, che chiede se e dove si sia proceduto alla compensazione degli stalli bianchi rimossi. «È una vergogna che un’amministrazione di centrosinistra e di sinistra si adoperi così tanto nell’agevolare quello che verrebbe da loro stessi definito l’interesse privato, in questo caso di una società che gestisce i parcheggi blu. Dove sono finiti i diritti dei residenti? Dove quelli dei commercianti?», prosegue il consigliere che ritiene fuori luogo il paragone, spesso fatto dall'amministrazione, con altre città poiché ogni realtà «va analizzata in base al contesto economico e sociale» che la caratterizza. Le critiche piovono anche per i costi elevati e la gestione del servizio, che prevede il pagamento della sosta dalle 8 alle 20 «senza consentire ai residenti o a coloro che vogliano fare una pausa pranzo in centro di poter sostare gratuitamente», prosegue Corona, ricordando come l'amministrazione ancora non attivi il biglietto di cortesia per chi supera il tempo di sosta prepagato e come l’applicazione per i cellulari (che consente di prolungare la sosta a distanza) sia anch’essa a pagamento. «Mi chiedo allora cosa dovrebbe portare un cittadino della provincia di Teramo a fare acquisti in città piuttosto che al centro commerciale. E cosa potrebbe indurre un turista a scegliere Teramo invece dei borghi limitrofi, forse la presenza dell’ufficio turistico? No. Un’altra promessa in sospeso. Io al piano parcheggi così presentato votai no», conclude Corona.
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