Nuovi ruoli, è subito scontro in consiglio

Pavone: posti anche a chi non ha votato il presidente. Cardinale: lasciamo opere per 80 milioni
TERAMO. Il confronto in aula si accende sui nuovi equilibri tra maggioranza e opposizione. L’assegnazione delle deleghe da parte del presidente Camillo D’Angelo spezza il clima buonista nella seduta del suo insediamento e al di là dei richiami alla cooperazione «nell’interesse del territorio» segna la linea di confine tra sostenitori e contestatori del nuovo corso. Più che le parole ecumeniche del neo eletto alla guida dell’ente, che sottolinea l’esigenza di andare oltre «la sola ricostruzione di scuole e strade, per rimettere al centro l’ascolto, il dialogo e un progetto lungimirante» e di più ampio respiro, è un concetto espresso da Mauro Scarpantonio ad accendere la miccia. Il delegato a urbanistica e bilancio invoca «un necessario cambio di passo» rispetto alla gestione precedente e innesca lo scontro.
«Affermazione non accettabile», la definisce Enio Pavone. «Scarpantonio ha perso le elezioni sia per il consiglio che per il presidente, visto che non ha votato D’Angelo», attacca il consigliere ed ex sindaco rosetano, «ma ottiene comunque una delega e si permette certe uscite». Per Pavone dunque, con questa designazione, il presidente avrebbe tradito il principio che ha indicato a riferimento della sua azione. «Lasciamo una programmazione per 80 milioni di euro in opere da appaltare», spiega Lanfranco Cardinale, ex delegato alla viabilità, «e abbiamo sbloccato tanti interventi che erano fermi». Anche Luca Corona e Gennarino Di Lorenzo rimarcano i risultati ottenuti durante la presidenza affidata a Diego Di Bonaventura e auspicano che «l’impegno dell’ente prosegua nella stessa direzione con il contributo di tutti». A fare da pontiere si candida Jwan Costantini. «Posso essere garante per rincollare le forze politiche e civiche», sottolinea, «in una logica non di divisione ma di condivisione». L’invito è raccolto da Luca Pilotti che cita Bernard Shaw e sposa la linea del presidente su «una visione più larga del ruolo politico dell’ente». Giovanni Luzii pone in risalto il «contributo determinante» dato da Teramo alla vittoria di D’Angelo e Luca Lattanzi richiama a un’azione «costruttiva che ci veda lavorare insieme per la comunità». (g.d.m.)

