Nuovo acquedotto, arrivate 16 offerte

Per l’appalto da 24 milioni il Ruzzo nomina la commissione giudicatrice che dovrà esaminarle
TERAMO. La Ruzzo Reti spa ha nominato la commissione giudicatrice che dovrà esaminare le domande pervenute per l'affidamento dei lavori di potenziamento dell'acquedotto del Ruzzo dal Gran Sasso lato Teramo. La gara è stata indetta dopo l'approvazione dell'appalto da parte del consiglio d'amministrazione del Ruzzo un anno fa e prevede lavori per un importo di 24 milioni e mezzo di euro. Il presidente del Ruzzo Antonio Forlini spiega che l'opera da realizzare è un’adduttrice di collegamento che servirà a portare l'acqua da Montorio fino alla costa teramana: un’opera lunga circa 30 chilometri.
«Al momento il servizio idrico della costa», spiega il presidente Forlini, «è garantito da un'adduttrice che passa per la vallata del Vomano, ma ha una portata inferiore rispetto all'impianto che vogliamo realizzare. Il potenziamento dell'acquedotto passa infatti per la realizzazione di una condotta che avrà una capacità di mille litri al secondo e che dalla diga di Piaganini trasporterà acqua fino alla costa». Questo per il presidente Forlini si traduce nella possibilità di risolvere definitivamente i problemi di emergenza idrica che affliggono la costa teramana specie nel periodo estivo, e che hanno inciso negativamente su tutto il comparto degli operatori legati al turismo, pesantemente danneggiati dai problemi di carenza dell'approvvigionamento».
Alla gara indetta dal Ruzzo sono arrivate alla scadenza dei termini 16 offerte ma non sono stati svelati i nomi dei proponenti. La gara predilige l'offerta progettuale migliorativa per quanto riguarda la scelta di soluzioni tecniche innovative. «La commissione adesso dovrà riunirsi e valutare la conformità delle domande», ha detto Forlini, «fare verifiche sulla documentazione prodotta e valutare gli aspetti tecnici. Per ufficializzare l'aggiudicazione ci vorranno ancora un paio di mesi». L'intervento messo a gara fa parte di un più ampio progetto di potenziamento dell'acquedotto che risulterebbe depositato al Cipe dal 2008 e avrebbe un costo complessivo di circa 52 milioni di euro. Di recente il governatore Luciano D'Alfonso ha annunciato il finanziamento di 33 milioni per l'aumento della capacità di potabilizzazione dell'impianto di Montorio (da 730 a 1460 litri al secondo). A questo si aggiunge l'ampliamento dell'acquedotto sul lato teramano messo a gara grazie a un finanziamento concesso nell'ambito del decreto Sblocca Italia. (m.d.t.)
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