Nuovo capo dei vigili urbani, concorso unico in tre Comuni

Il sindaco Romandini: «Insieme a Notaresco e Morro d’Oro così abbiamo trovato una soluzione» Ultimati anche i lavori per la ristrutturazione della sede del comando nel palazzo del municipio
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Con il concorsone, Sant’Egidio alla Vibrata si doterà del nuovo comandante della polizia locale. L’ente locale vibratiano, Notaresco (capofila) e Morro d’Oro erano alla ricerca di un responsabile della polizia locale. L’impossibilità per alcuni, come nel caso di Sant’Egidio alla Vibrata, di giungere alla convenzione con un altro ente per avere a scavalco il capo dei vigili urbani ha portato i tre enti ad aggirare l’ostacolo e ad indire un concorso unico che, alla fine, ha avuto esito prevedendo una graduatoria definitiva da cui attingere la figura del comandante.
Grazie a questo espediente, Sant’Egidio assumerà, prossimamente, il capo del corpo di polizia locale. Ne dà notizia il primo cittadino santegidiese, Elicio Romandini. «L’ex comandante ha rinunciato a proseguire il lavoro da noi e il Comune è senza comandante dallo scorso fine anno», spiega, «la soluzione definitiva che è stata trovata, quindi, è stata quella del concorso unico fra i tre enti con a capo Notaresco. La polizia locale, prossimamente, non solo avrà il suo nuovo capo ma anche i nuovi uffici che torneranno ad essere ospitati all’interno del palazzo civico. La ristrutturazione del municipio è conclusa e, a giorni, dovrebbe iniziare il trasloco degli uffici fra cui quello dei vigili urbani ora sistemati nel centro fiera di Paolantonio».
Nel frattempo resta la vicenda del ricorso da parte dell’agente Loredana Camaioni che, dopo aver vinto diverse cause legate ai provvedimenti disciplinari annullati e alla vicenda dell’assegnazione arbitraria del ruolo di comandante da lei rifiutata da parte della passata amministrazione, va ora alla carica chiedendo un maxi risarcimento di 160mila euro. Le vicende che l’agente di polizia locale (che il sindaco fa sapere lascerà il comando santegidiese per mobilità) denuncia di aver subito dal 2010, si sarebbero protratte per diversi anni fino alle denunce e alle battaglie giudiziarie vinte. L’ente ha impugnato la richiesta presentata davanti al giudice del lavoro indicando, a proprio sostegno, una sessantina di testimoni. Ci sono dipendenti ed ex dipendenti in pensione, cittadini, professionisti, parenti e chi più ne ha più ne metta. Dunque, si profila una battaglia da un punto di vista legale che all’ente soccombente è già costata, per le altre cause giudiziarie, decine di migliaia di euro di soldi pubblici.
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