Nuovo cda al Ruzzo Minosse: «D’Alberto vuole fare il grillino»

29 Novembre 2018

Il segretario Pd contro il sindaco sulla selezione pubblica «In assemblea sarà isolato, vanno confermati gli uscenti»

TERAMO. L’uscita del sindaco Gianguido D’Alberto sulla selezione pubblica per scegliere i nuovi vertici del Ruzzo non l’ha proprio digerita. Gabriele Minosse, segretario provinciale del Pd e primo cittadino di Cortino, che sabato siederà nell’assemblea dei comuni serviti dall’acquedotto per rieleggere il Cda dimissionario, non risparmia bordate al collega teramano. «Vuole fare il grillino», attacca, «e si ritroverà da solo, isolato».
Per il dirigente Dem il percorso di ricostituzione dell’organismo di vertice è segnato. Alla guida andrà la vicepresidente uscente Alessia Cognitti, di area Pd, nel suo incarico subentrerà Alfredo Grotta, consigliere designato da Forza Italia e vicino a Paolo Gatti, e il presidente dimissionario Antonio Forlini resterà in consiglio. «Ci sono trenta sindaci che apprezzano il lavoro fatto dal Cda e dicono che il Ruzzo inizia finalmente a uscire dal tunnel», afferma Minosse, «e invece D’Alberto per assecondare una parte della sua maggioranza prende questa posizione critica in cui si ritroverà isolato». Il riferimento è a “Teramo 3.0” che di recente ha contestato la gestione del Ruzzo. La proposta del primo cittadino teramano, però, è controfirmata dalla maggioranza di cui fa parte anche il Pd. «Chi ha deciso?», domanda Minosse, «mi risulta che un consigliere e segretario comunale del partito (Massimo Speca ndr) non sia stato informato della presa di posizione». Secondo il sindaco di Cortino non ne sapeva nulla anche Maurizio Verna, ex Dem ora indipendente ma comunque parte della maggioranza. «Se i consiglieri del Pd hanno aderito a quella proposta», sottolinea il segretario provinciale, «lo hanno fato senza sentire gli altri, si sono assunti una responsabilità grave». Per Minosse non c’è dubbio che i componenti del Cda dimissionario, sebbene in ruoli diversi, vadano confermati. «Hanno lavorato bene e conoscono le dinamiche interne all’azienda», conclude, «un avvicendamento potrebbe far rialzare la testa a chi ha portato il Ruzzo al tracollo». Il barometro del Pd, però, continua a indicare bufera. Manola Di Pasquale si dissocia da Minosse. «Mi dispiace delle dichiarazioni che il segretario provinciale del mio partito ha reso sul sindaco di Teramo», scrive su Facebook, «non le condivido».
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