Nuovo depuratore, ricorso al Tar

Lo hanno presentato sette famiglie di contrada Salino
TORTORETO. Sette famiglie di contrada Salino contro il nuovo depuratore delle polemiche che sorgerà a poca distanza dalle loro la loro casa. Dopo gli esposti delle opposizioni politiche, ora i cittadini si appellano al Tar dell’Aquila contro il Comune di Tortoreto e l’acquedotto del Ruzzo che costruirà l'impianto. La questione è molto nota in città, visto che per mesi ha tenuto banco nel dibattito pubblico cittadino.
E la scelta del sito per l'ubicazione del nuovo depuratore è stata una delle questioni più spinose sull’argomento. Tra i diversi siti in presi in esame, l’acquedotto del Ruzzo e il Comune di Tortoreto hanno scelto il terreno di una nota famiglia di imprenditori tortoretani situato immediatamente ad ovest del viadotto del Salinello, lungo la strada provinciale 8, proprio di fronte ad un gruppo di abitazioni, oltre che ad alcuni stabilimenti industriali. Ma tra il terreno in questione e le case delle sette famiglie, che hanno a lungo protestato anche platealmente durante le riunioni del consiglio comunale, c'è solo una stretta strada destinata soprattutto al traffico agricolo, via San Pietro.
La cosiddetta “fascia di rispetto”, quindi, è abbondantemente entro i 100 metri previsti dalla normativa vigente. Con questa motivazione, le sette famiglie hanno portato davanti al Tar sia la delibera del consiglio comunale di approvazione del progetto preliminare del nuovo depuratore, sia quella di adozione del nuovo piano regolatore, insieme alla variante che permette la realizzazione dell'impianto.
L’amministrazione comunale tortoretana, quindi, ha deciso immediatamente di avviare la nomina di un legale che difenderà il Comune perresistere in giudizio. Alcuni dei documenti ora sul tavolo del Tar sono stati oggetto anche di un esposto che il gruppo consiliare di opposizione Tortoreto nel Cuore ha inviato all’Autorità nazionale anticorruzione, alla Corte dei conti e alla procura della repubblica per presunte irregolarità. L’iter burocratico per la realizzazione dell’impianto, che è finanziato con fondi europei, regionali e del Ruzzo stesso, intanto procede con la fase della gara d’appalto. (l.t.)
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