Nuovo ospedale, accuse al sindaco

21 Gennaio 2022

L’opposizione: D’Alberto favorevole a Piano d’Accio lascia il centro in abbandono

TERAMO. Il parere favorevole, sebbene con alcune condizioni, espresso dal sindaco Gianguido D’Alberto sul nuovo ospedale a Piano d’Accio scatena reazioni politiche. «Sostenere quindi che venga prima il problema sanitario significa abdicare al proprio ruolo di decisore politico e lasciare che la direzione sanitaria regionale decida come meglio crede l’ubicazione», afferma Ivan Verzilli, consigliere di “Teramo protagonista”, lista civica favorevole al potenziamento del Mazzini a Villa Mosca, «è l’assise civica chiamata ad esprimersi sulle scelte urbanistiche che riguardano la comunità: Il problema sanitario deve essere completamente espunto dal dibattito sull’ubicazione, perché il livello dei servizi della Asl è avulso dal luogo dove debbano svolgersi, così come il livello dei servizi del Comune è avulso dal problema di dove vengano erogati, se per esempio al Parco della scienza oppure nel palazzo municipale di piazza Orsini».
Il rappresentante dell’opposizione ricorda l’abbattimento dello storico teatro comunale e lo spostamento dell’università a Colleparco. «Se si ritiene che anche l’ultimo presidio di rilievo debba essere allontanato e collocato a Piano d’Accio», afferma, «evidentemente la scelta politica è quella di lasciare il centro – e i quartieri che ne fanno corona – al definitivo abbandono».
Per Pina Ciammariconi, consigliera dei Cinque Stelle, D’Alberto è il «sindaco tentenna». La pentastellata fa riferimento al recente dibattito in aula sul nuovo ospedale e alle affermazioni del primo cittadino. «Sottolinea l’importanza e il ruolo del consiglio comunale, dell’ascolto dei comitati civici ma poi chiosa: ben venga l’ospedale a Piano d’accio, se nell’area Mazzini resteranno importanti servizi sanitari».
La consigliera imputa indecisione al sindaco e pone una raffica di quesiti. «Quale servizio sanitario può, per peso strategico, essere paragonato a un ospedale?», domanda, «quali possono essere i presidi che lo sostituiranno? Laboratori ed uffici? E quanta parte dell’enorme cubatura lì presente essi potranno assorbire? La tanto paventata cattedrale nel deserto è bella e pronta. Si sta quindi barattando l’importanza storica e socio-economica di un circondario che ospita migliaia di persone tra personale, pazienti e parenti di questi ultimi, in cambio di uffici». (g.d.m.)