Nuovo ospedale, Asl e Regione: «Il Comune indichi subito il sito»

Il confermato Di Giosia e l’assessore Verì: «I fondi ci sono, se si temporeggia ancora li perderemo» Il direttore generale illustra i suoi programmi: «Più strutture territoriali, concorsi e tecnologia»
TERAMO. La realizzazione del nuovo ospedale è la priorità delle priorità per il riconfermato direttore della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia che ieri, nella conferenza stampa di presentazione delle linee programmatiche dei suoi quattro anni di mandato bis, ha chiesto a gran voce, insieme all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, «celerità al consiglio comunale di Teramo nel decidere e indicare il sito, perché il nuovo ospedale è un’urgenza e un’occasione che non si può perdere, che permette di ridisegnare e migliorare l’offerta sanitaria e portare Teramo al livello che merita con una struttura di eccellenza». Proprio la diatriba sul sito di realizzazione – Piano d’Accio è quello individuato da uno studio di fattibilità commissionato dalla Asl, Villa Mosca è sostenuto dalla politica cittadina e da un comitato che ha promosso una raccolta di 10mila firme – dura da molti mesi ed è il nodo da sciogliere. «Perdere tempo significa perdere i finanziamenti e non possiamo permettercelo perché i fondi ci sono», ha proseguito Di Giosia, «l’ospedale esistente non risponde più alle nuove esigenze e non si può avere una sanità frammentata». Concetto ribadito anche da Verì, che ha anche prospettato l’invio di un sollecito scritto al Comune se i tempi di decisione si allungheranno troppo.
LA CONFERMA DEL DG
E LE STRATEGIE
La riconferma per Di Giosia «dipende dall'impegno profuso, da criteri di continuità, ma anche dalla valutazione positiva dei risultati raggiunti e dall’apprezzamento del progetto presentato per il prossimo mandato», ha evidenziato Verì, che ha sostenuto la Asl teramana con l’aumento del fondo sanitario. Il secondo mandato «si baserà nuovamente sulla collaborazione di squadra in un percorso unitario che mira al miglioramento della qualità delle prestazioni e alla risposta efficace alle esigenze dei cittadini e che permetterà, dopo i tre anni di pandemia trascorsi a gestire l’emergenza Covid-19, di fare scelte importanti che permetteranno un cambiamento epocale alla Asl di Teramo», ha detto Di Giosia. Un’azienda sanitaria che conta 3.500 dipendenti, quattro ospedali, 786 posti letto, due aree distrettuali con cinque distretti, un bilancio annuale di circa 600 milioni di euro, e che opera in una provincia con 300mila abitanti e il 25% della popolazione over 75, con prevalenza delle patologie croniche e poli-croniche. Tra gli obiettivi da perseguire, in primis, c’è la riduzione delle liste d’attesa con strategie specifiche e la riduzione della mobilità passiva verso le altre regioni che, come esposto da Di Giosia, «dal 2019 al 2022 si è ridotta di quattro milioni di euro con una mobilità attiva che nel 2022 rispetto all’anno precedente è aumentata di 600mila euro per i pazienti intra regione e 550mila per quelli extra regione». Altro intervento importante sarà quello della digitalizzazione sanitaria: «Dopo la dotazione ai quattro ospedali di presidi Tac di ultima generazione, e la Pet a Teramo, ci saranno un programma di rinnovo della strumentazione tecnologica e l’informatizzazione del ritiro referti, la cartella clinica elettronica, l’archivio regionale multimediale, il consolidamento della rete wi-fi oltre a un miglioramento nella comunicazione», ha detto ancora Di Giosia. Poi si punta al potenziamento della sanità territoriale con la rilevanza della medicina di prossimità e l’incremento della telemedicina. «Entro il 2026 verranno attivate tre Cot (centrali operative territoriali), otto case di comunità e tre ospedali di comunità e un programma sperimentale per l’assistenza degli anziani fragili». Rilevante sarà il potenziamento del personale con i maggiori fondi della Regione che permetteranno nuovi concorsi, soprattutto per le figure che mancano, come anestesisti e pediatri e i primari di Rianimazione e Cardiologia, e ci sarà una collaborazione con le sedi universitarie della regione e con altri presidi per i pazienti in età evolutiva. Di Giosia ha evidenziato come «sono stati mantenuti specifici reparti specialistici come la Neurochirurgia, le emergenze cardiologiche e la Chirurgia toracica nonché l’Intensiva neonatale».
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