Nuovo ospedale, c’è il no a Villa Mosca

26 Agosto 2023

Core (medici di base): «Spazio inadeguato a una struttura di secondo livello, va realizzato il progetto a Piano d’Accio»

TERAMO. «Villa Mosca non può essere sede del nuovo ospedale». Non si placa il dibattito sulla collocazione della struttura sanitaria. L’apertura da parte dell’assessore regionale Nicoletta Verì alla riqualificazione del complesso del Mazzini, in alternativa all’ipotesi finora più accreditata di una nuova realizzazione a Piano d’Accio, suscita la reazione di Ercole Core. «Da anni, ormai, si discute del progetto del nuovo ospedale e della sua ubicazione», afferma il presidente della cooperativa Medici di medicina generale e già segretario provinciale della federazione della stessa categoria, «deve essere Dea di secondo livello e avere caratteristiche infrastrutturali, strutturali e tecnologiche degne di tale denominazione».
La struttura sarà a servizio di tutta la provincia e non solo della città, puntualizza Core, e rivolgendosi a un’utenza anche extraprovinciale dovrà essere baricentrica e facilmente raggiungibile, con possibilità di estendersi in orizzontale. «Se consideriamo queste necessità, dobbiamo anche considerare che Villa Mosca ha fatto il suo tempo perché non ha tali caratteristiche», fa rilevare, «in questi anni si è discusso di varie proposte e si è definita la sede di Piano d’Accio perché poteva accontentare Teramo, rimanendo nel suo territorio e in una zona abbastanza ben servita: ora però si torna indietro su Villa Mosca».
Il presidente della coop si rivolge direttamente ai sindaci del comitato ristretto della Asl. «Non si può perdere ulteriore tempo rischiando di far saltare i finanziamenti già disponibili», avverte, «la sede era già stata scelta e su quella era già stato fatto il progetto. Spetta a voi difendere il diritto alla salute dei cittadini e abbandonare campanilismi inutili e dannosi. È anche necessario considerare che la Asl sta facendo grandi sforzi per riorganizzare la medicina del territorio e strutturare una medicina di prossimità vicina ai cittadini, investendo molto anche sulle aree più disagiate». A detta di Core la mancanza di una rete ospedaliera efficace ed efficiente contribuirebbe al fallimento della sanità provinciale. «Pertanto il nuovo ospedale in una sede idonea», conclude, «porterebbe il nostro sistema a essere punto di riferimento non solo per la provincia, ma per l’Abruzzo e le regioni limitrofe».
©RIPRODUZIONE RISERVATA