Nuovo ospedale, c’è il primo progetto

Lo studio di fattibilità illustrato al comitato ristretto dei sindaci. D’Alberto: «Bene, ma ora serve una pianificazione seria»
TERAMO. Il futuro ospedale di Teramo è più che mai al centro della scena, politica e non. Ieri il Pd regionale lo ha definito una possibile incompiuta accusando la Regione d’inerzia, ma allo stesso tempo il comitato ristretto dei sindaci, convocato dal presidente Gianguido D’Alberto, si è riunito per confrontarsi con la direzione strategica della Asl sullo studio di fattibilità del nuovo presidio. La riunione è stata allargata anche al presidente della Provincia e ai sindacati.
I tecnici della Asl hanno illustrato a grandi linee il contenuto dello studio, che prevede la realizzazione di un moderno ospedale da 501 posti letto che sarebbe messo in rete con gli altri tre ospedali di Giulianova, Atri e Sant’Omero. «È stata anche illustrata», fa sapere la Asl, «la possibile configurazione del nuovo ospedale, pensato per essere un hub di secondo livello, che prevede percorsi di cura che mettano il paziente al centro, con la contiguità di più reparti dello stesso livello assistenziale. In pratica vengono creati percorsi dedicati all’emergenza e urgenza veloci e senza commistioni con l’attività clinica ordinaria. Sarà una struttura flessibile che prevede spazi e percorsi in caso di pandemia o di maxi emergenze».
Un altro aspetto del progetto, secondo la Asl, è fortemente legato al futuro dell’ospedale Mazzini di Villa Mosca. «Qui», è stato ribadito, «è prevista quella che è stata chiamata Casa della salute e che racchiude una serie di servizi territoriali tra cui un ospedale di comunità che assiste i pazienti che non hanno più bisogno dell’ospedale per acuti ma ancora non possono essere assistiti a casa. Altra struttura che sarà collocata al Mazzini è la Casa della comunità per i bisogni sociali e sanitari dei pazienti sul territorio, un importante centro di riabilitazione che eviti il disagio di spostamenti in strutture fuori regione e servizi diagnostici di primo livello. Si tratta di strutture finanziate con i fondi del Pnrr».
«La riunione è stata particolarmente positiva», ha detto il sindaco D’Alberto, «in quanto va nella direzione di lavorare tutti insieme per disegnare la sanità teramana dei prossimi 50 anni. L’invito alla Regione è di mettere in campo una pianificazione all’interno di un orizzonte serio, così come serve un’adeguata copertura finanziaria. Noi dobbiamo farci trovare pronti e all’interno del comitato dei sindaci troveremo le forme e i modi per proseguire questo confronto».
Poche ore prima il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci con i consiglieri Dino Pepe del Pd e Sandro Mariani di Abruzzo in comune ha fatto tappa alla Asl, dove è stato ricevuto dal direttore generale Maurizio Di Giosia. «Tutto fermo per il nuovo ospedale», hanno dichiarato i tre consiglieri, «in cassa ci sono 121,5 milioni di euro, ma sono bloccati da tre anni perché per poterli utilizzare occorre la rete ospedaliera e l’atto di programmazione che il governo Marsilio non è ancora stato capace di fare. Una carenza gravissima, perché per realizzare l’ospedale occorre la copertura integrale dell’importo e il ricorso al project financing, oppure il ricorso all’appalto interamente pubblico richiedono delle scelte e un atto di programmazione sul fronte dell’edilizia e della rete ospedaliera che la Regione ad oggi non compie. Un’inerzia che ormai dura da 36 mesi e che ha come conseguenza il fatto che le risorse, accumulate soprattutto grazie al lavoro compiuto dalla nostra giunta di centrosinistra, sono inutilizzabili. Senza provvedimenti accadrà che l’ospedale di Teramo resterà sulla carta e negli slogan della propaganda di Marsilio, un gioco», hanno concluso, «che rischia di durare fino alla fine del mandato».
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